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Il Cloud e le aziende italiane: un rapporto in crescita di numeri e competenze

Il Cloud e le aziende italiane: un rapporto in crescita di numeri e competenze

23/01/2017
Impresa digitale

La diffusione delle reti wireless ha portato negli ultimi anni ad una trasformazione radicale di alcuni aspetti del mondo del lavoro. L’immediata accessibilità ai dati, in un modello “location independent” sta rivoluzionando tanto i rapporti fra aziende e clienti, quanto i rapporti fra aziende e dipendenti e collaboratori. E in effetti, come vedremo, la stessa separazione netta fra clienti e collaboratori si sta lentamente ammorbidendo. L’adozione di un sistema cloud-based garantisce d’altra parte una serie di vantaggi pratici ed economici che un’azienda dinamica ed attiva non può permettersi di ignorare.

I dati del Report e della Road Map su “La Gestione dei Progetti Cloud e gli Impatti sulla Direzione IT”, compilato nel 2015 dall’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano propone un quadro complessivamente positivo dell’attuale stato dell’arte, e solleva alcune interessanti sfide che nel futuro tanto le aziende quanto i loro clienti, ed i loro fornitori di servizi, dovranno essere in grado di affrontare.

In considerazione del fatto che il principale scoglio che l’utente si trova ad affrontare è probabilmente costituito dal linguaggio tecnico, cercheremo di seguito di illustrare principi, teoria e pratica, in termini quanto più accessibili possibile.

 

Grandi, Medie e Piccole Imprese

Lo studio condotto dall’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano ha preso in considerazione 910 imprese fra piccole, medie e grandi, in ambiti commerciali e produttivi differenti, analizzandone le modalità di adozione e gli investimenti sulle tecnologie cloud su un arco di tre anni (2013-2015) nell’ottica degli sviluppi previsti per l’anno 2016. I dati rivelano un mercato in crescita, nel quale il grosso degli investimenti riguarda l’infrastruttura (ovvero hardware e software), ma anche la spesa delle aziende per il Public Cloud (vale a dire i servizi offerti al pubblico attraverso internet) è in aumento.

 

L’adozione di servizi basati sul cloud apre all’azienda una serie di possibilità e vantaggi pratici:

  • Autonomia dalle periferiche: il cloud è indipendente dall’hardware, e per accedere ai servizi è sufficiente un dispositivo con accesso alla rete internet;
  • Accesso al cloud in mobilità: il cloud è indipendente dal luogo di utilizzo, e accessibile ovunque, attraverso netbook, portatili o pc desktop, tablet e smartphone;
  • Archiviazione senza limiti di spazio: trattandosi di uno spazio virtuale, è possibile estendere l’archivio a seconda delle necessità;
  • Sicurezza del sistema: protetti da potenti sistemi di sicurezza e presidiati da frequenti backup, sul cloud i dati sono al sicuro, sia da danneggiamenti accidentali che da manomissioni

 

Ai vantaggi pratici, si associano dei notevoli vantaggi economici:

  • Abbassamento dei costi iniziali: il cloud è accessibile attraverso qualsiasi tipo di device, e non sono necessari alti investimenti iniziali per l’acquisto di hardware e software. Configurazione, manutenzione e dismissione non costituiscono un impegno di tempo e denaro.
  • Maggiore attenzione verso le attività principali dell’impresa: affidando l’amministrazione dell’infrastruttura al gestore del cloud, l’azienda può dedicare più tempo e risorse alle proprie attività.

 

Uno sguardo alle modalità di utilizzo e adozione mostra quanto siano flessibili e adattabili le tecnologie cloud-based:

 

ASSICURAZIONI (5%) – portali sinistri e relazione con la clientela

PA E SANITA’ (9%) – Community Cloud per servizi verticali creati dagli Enti. Utilizzo di servizi Public cross

UTILITY/OIL & GAS (9%) – CRM e soluzioni orientate al risk management

GDO E RETAIL (9%) – Facility management degli store e gestione dei dati multimediali

SERVIZI (Altri) (10%) – Gestione delle flotte, revenue management e antifrode

TELCO E MEDIA (14%) – Servizi di streaming video, di gestione dell’advertising e di gestione delle infrastrutture

BANCHE (21%) – Ottimizzazione prezzi di strumenti finanziari, servizi di e-learning e piattaforme di calcolo per gli ambiti Big Data Analytics

MANIFATTURIERO (23%) – Gestione della supply chain, dei trasporti e dei portali e-commerce

 

Fra i servizi SaaS (Software-as-a-Service – nel quale applicazioni on demand vengono fornite per servizi specifici) in crescita si segnalano i portali e i sistemi di e-commerce, i sistemi di collaborazione aziendale e intranet e i sistemi verticali di  gestione e pianificazione delle risorse, di coordinamento dei fornitori e di interazione con i clienti. Sono tuttavia i servizi di tipo IaaS (Infrastructure-as-a-Service – nel quale un hardware preconfigurato viene messo a disposizione, e l’utente ha l’intera responsabilità della installazione e gestione delle applicazioni) quelli per i quali è prevista una crescita maggiore nel prossimo futuro: molte aziende si appoggeranno a servizi esterni per la fase di avvio, ma poi svilupperanno al proprio interno le competenze necessarie per gestire il cloud in proprio.

Le aziende coinvolte nello studio hanno rilevato come siano lo sviluppo e l’acquisizione di nuove competenze e risorse a costituire nella maggioranza dei casi (53%) l’ostacolo principale nell’adozione delle nuove tecnologie. E tuttavia i dati indicano chiaramente come questo investimento in nuove competenze e risorse sia ampiamente ripagato in fase di gestione ordinaria – con un netto snellimento delle procedure ed una significativa riduzione dei tempi operativi.

 

Ciò che è importante tener presente, nell’affrontare il problema del passaggio da una struttura tradizionale ad una supportata da sistemi cloud è la definizione di una corretta roadmap, che definisca i passi necessari all’adozione del nuovo sistema, definisca compiti e responsabilità, ed assista nella scelta, messa in attività e gestione della nuova tecnologia.

 

Cloud Project Framework

L’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano ha sviluppato un modello procedurale, noto come Cloud Project Framework, che comprende quattro ambiti: determinato il tipo di Soluzione che si intende applicare, viene definita una Strategia che tracci l’evoluzione nel tempo del progetto, vengono identificati degli Stakeholders, vale a dire le persone che sono o saranno coinvolte nel progetto, ed infine vengono definite le Fasi nelle quali si articolerà la realizzazione del progetto stesso.

Il Cloud Project Framework può essere utilizzato sia come roadmap, come progetto di massima per l’adozione di un servizio che si appoggi al cloud, che come strumento di analisi, per organizzare e riassumere le osservazioni sullo stato attuale dell’uso e della diffusione del cloud presso le aziende.

L’azienda che già abbia adottato delle soluzioni legate al cloud può confrontare i propri risultati e la propria evoluzione con il Cloud Project Framework, per individuare eventuali miglioramenti da apportare alla propria struttura, o per decidere in quale direzione proseguire con l’ampliamento della struttura stessa.

 

Sulla base del modello del Cloud Project Framework, un progetto che parta da zero dovrà svilupparsi attraverso quattro fasi principali:

  • una prima fase di analisi e pianificazione – per determinare il tipo di servizio, i costi delle componenti, le persone coinvolte e le loro responsabilità
  • una fase di attivazione – durante la quale l’infrastruttura viene progettata, messa in opera e collaudata
  • una fase di gestione ordinaria – durante la quale avverrà anche il passaggio di consegne fra i realizzatori e gli utilizzatori
  • una fase di controllo – nella quale si valuteranno i risultati e si apporteranno, se necessarie, le modifiche del caso

 

Responsabilità, feedback e competenze

Il modello del Cloud Project Framework rende evidente come l’adozione di una soluzione cloud per una impresa non sia una semplice scelta di marketing (“ce l’abbiamo anche noi!”), ma richieda una revisione della struttura aziendale. Nel momento in cui una parte o una totalità dei servizi passano sul cloud (la fatturazione, la gestione degli ordini, eccetera), la responsabilità per questi servizi passa ai responsabili aziendali della gestione IT.

Poiché il cloud aziendale dovrà adattarsi alle necessità degli utilizzatori nel tempo, la transizione richiede una particolare attenzione al feedback (la sopra-citata fase di controllo) e rappresenta non un punto di arrivo, ma il punto di partenza per un progressivo lavoro di aggiustamento e adeguamento alle esigenze degli utilizzatori.

L’azienda dovrà preventivare un investimento su nuove competenze, assumendo nuovo personale, o più probabilmente formando e aggiornando il personale già in posto. Quest’ultima scelta è probabilmente la più efficace ed economica, poiché va a costruire su basi già acquisite e su esperienze precedenti. Altrettanto strategica e vantaggiosa dal punto di vista economico è la scelta di appoggiarsi a un gestore di sistemi cloud che sollevi l’azienda dal grosso degli impegni di amministrazione. Questo comporterà un “passaggio di consegne”, nel momento in cui il sistema entrerà nella sua fase di gestione ordinaria.

Affinché la transizione sia quanto più piana possibile, è necessario un lavoro di preparazione che parte con la scelta dei partner e dei fornitori di servizio, e arriva alla gestione della comunicazione e della collaborazione fra differenti figure all’interno dell’azienda. Al centro di tutto questo complesso sistema di scambi si colloca la Direzione IT – dove l’investimento in competenze e la definizione di un piano chiaro, con tempi e fasi ben definite, diventano fattori assolutamente vitali.

 

Direzione IT e Lines of Business

E tuttavia il ruolo centrale della Direzione IT non ha significato se ad essa non si affianca, in un rapporto di scambio e collaborazione, alle diverse Line of Business aziendali. Stando ai dati, nel 63% dei casi analizzati, questa collaborazione è l’elemento chiave nell’adozione del Cloud. Chi gestisce le risorse e i servizi online deve comunicare e confrontarsi continuamente e in maniera costruttiva con chi si occupa delle attività commerciali dell’azienda, in modo da ottimizzare i tempi e fornire servizi in linea con i prodotti e con le esigenze dei clienti.

Nel momento in cui questo reciproco scambio si concretizza, l’adozione del cloud consente di migliorare le prestazioni dell’azienda e il servizio ai clienti, con una significativa riduzione dei tempi e dei costi, una maggiore flessibilità, una maggiore sicurezza nell’acquisizione e gestione dei dati, e in ultima analisi ad una semplificazione della gestione generale e ad una maggiore soddisfazione del cliente.

Tutto ciò è d’altra parte possibile solo attraverso l’acquisizione di competenze, la definizione di responsabilità, la comunicazione e la collaborazione all’interno dell’azienda, fra settori differenti, in una ottica orientata al servizio ed all’utenza. Solo se la struttura stessa dell’azienda si adegua alla nuova realtà, lo sviluppo di una strategia per il cloud avrà effetti positivi. La gestione del cloud non può quindi essere intesa come una appendice isolata dell’azienda, che non comunica e non si confronta con l’intera realtà aziendale.

Cloud aziende italiane

Le Piccole & Medie Imprese

È interessante notare, nel chiudere questa panoramica, come le Piccole e Medie Imprese italiane rappresentino per ora solo il 10% dell’attività su cloud nel nostro paese, concentrate prevalentemente nel Nord Italia, e le aziende più attive in questo senso sono quelle con un numero di addetti inferiore a 50 persone. Quest’ultimo dato conferma d’altra parte come la flessibilità ed adattabilità dei sistemi cloud possano favorire la crescita di piccole aziende, amplificandone le potenzialità a fronte di investimenti mirati e contenuti.

Nel caso specifico delle Piccole e Medie Imprese, la possibilità di appoggiarsi a un gestore dei servizi cloud che si faccia carico della gestione dell’infrastruttura e della messa in opera del sistema cloud rappresenta una scelta ideale, che richiede un investimento ragionevole e non distoglie il personale dell’azienda stessa dalle proprie mansioni ordinarie.

È in questo caso il gestore del cloud a farsi carico del grosso del lavoro, così come del grosso dell’investimento in competenze, mettendo poi queste risorse al servizio del cliente.

Per ottenere questi risultati, Sistemi ha scelto di fare un investimento importante in service farm proprietarie, rivedendo in modo strutturale i metodi di profilazione e di accesso e riorganizzando i processi di gestione delle attività condivise. La Service Farm è interamente Sistemi, a garanzia della sicurezza e solidità del supporto.

Il cloud computing per Sistemi non è solo una nuvola, ma un nuovo modo di lavorare, dove innovazione ed evoluzione si affiancano alla tradizionale attenzione alle esigenze degli Utenti.

A novembre del 2008, Sistemi ha messo in cloud il primo prodotto: PROFIS/az è un gestionale pensato per le aziende clienti del commercialista, ma è anche una piattaforma dove azienda e professionista possono collaborare. PROFIS/az perfeziona l’idea di sinergia vincente tra consulente fiscale e azienda, presente nelle strategie di Sistemi fin dagli anni ’80.

Il SIR (acronimo di Sistemi In Rete) è il nome del cloud di Sistemi. Dopo PROFIS/az, le soluzioni per professionisti PROFIS, JOB e STUDIO sono le prime ad essere fruibili anche in cloud, mentre eSOLVER, SPRING ed ENOLOGIA seguono a breve.

 

I vantaggi a lungo termine (dalla riduzione delle spese per l’IT allo sviluppo di nuove competenze in azienda e di un’offerta più flessibile verso il pubblico) sono innegabili, e sulla base degli studi oltre la metà delle Piccole e Medie Imprese analizzate mostra una crescente integrazione dei propri sistemi tradizionali con le tecnologie cloud.

Il sistema è in crescita.

 

Fonti:

Osservatorio Cloud e ICT as a Service del Politecnico di MilanoLa Gestione dei Progetti Cloud e gli impatti sulla Direzione IT

 

1 Commento

  1. GABRIELE GHERARDI dice:

    La descrizione dell’avanzamento del progetto “sistema in cloud” fotografa esattamente il coinvolgimento e l’integrazione delle varie funzioni aziendali (o “linee di business”) mediante lo sviluppo ( e perfezionamento tipo “work in progress”) di una struttura informativa digitalizzata e sempre operativa.
    Se mi posso permettere una osservazione avrei notato una limitata attenzione alla parte produttiva : non tanto per l’aspetto legato ai processi produttivi quanto per la obbligatoria integrazione di quest’ultima ( la talvolta sottovalutata “produzione”) con le altre linee di business. Credo che siamo tutti concordi nel ricordare che è la produzione, in molti casi, a fornire l’oggetto della vendita e, quindi, del fatturato dell’impresa