Il Jobs Act cambia ancora una volta le regole del contratto a tempo determinato: scompare la necessità di indicare le ragioni ma viene confermata la durata massima di 36 mesi per mansioni equivalenti, e se il contratto collettivo non dis...
Dopo le “grandi” riforme degli ultimi anni – Riforma Fornero nel 2012, Jobs Act nel 2015, decreto “Dignità” nel 2018, decreto “Calderone” nel 2023, Collegato Lavoro nel 2024 – anche le singole leggi di bilancio (solo per citare le fonti più rilevanti) hanno profondamente variato le regole per la gestione dei rapporti di lavoro subordinato. Come sempre, quindi, il quadro regolatorio appare in costante mutamento, e altre modifiche sono in vista, anche in relazione al recepimento delle direttive comunitarie. Come sempre, agevolazioni all’assunzione e disciplina dei contratti atipici, sono al centro dell’attenzione di aziende e consulenti del lavoro. Questa rubrica ha il fine di tenere alta l’attenzione – e costante l’aggiornamento – sui temi più rilevanti e innovativi, per agevolare la comprensione delle nuove norme, e consentire ai datori e ai professionisti che li assistono di mettere in atto comportamenti corretti e, per quanto possibile, esenti da rischi e costi inutili.
Nel 2026, oltre alle nuove misure incentivanti, saranno oggetto di analisi istituti di grande rilevanza quali le ipotesi particolari di assunzione a termine, la trasparenza retributiva e le modifiche al luogo di lavoro attuate tramite distacco, trasferimento e trasferta.
