FAQ • Lavoro e HR

Quale regime fiscale è applicabile per un tele-lavoratore residente nel Regno Unito?

Se una società italiana assume in tele-lavoro un cittadino italiano iscritto all'AIRE, residente (anche fiscalmente) nel Regno Unito, quale regime fiscale deve essere applicato?

Nel caso di società italiana che assume un lavoratore (cittadino italiano iscritto all’AIRE) residente (anche fiscalmente) nel Regno Unito e che lavora da quello Stato in telelavoro, l’Agenzia delle Entrate (con risposta a interpello 27 aprile 2021, n. 296), ha precisato che:

  • anche se i risultati della prestazione lavorativa sono utilizzati in Italia, la tassazione del reddito deve avvenire solo nel Regno Unito, Paese in cui il tele-lavoratore è fisicamente presente e fiscalmente residente quando svolge la propria attività lavorativa;
  • non avendo tali emolumenti rilevanza fiscale in Italia, l’azienda, quale sostituto d’imposta, potrà applicare direttamente, sotto la propria responsabilità, il regime convenzionale, non operando le ritenute alla fonte ex art. 23 DPR 29 settembre 1973, n. 600, previa presentazione da parte del tele-lavoratore di idonea documentazione volta a dimostrare l’effettivo possesso di tutti i requisiti previsti dalla Convenzione per evitare le doppie imposizioni (stipulata fra Italia e Regno Unito il 21 ottobre 1988 e ratificata con legge 5 novembre 1990, n. 329) per beneficiare del regime di esenzione.
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