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La nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (NASPI)

La nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (NASPI)

04/02/2015
Gestione delle paghe

Come previsto dal Jobs Act, il Governo, oltre al contratto di lavoro a tutele crescenti, ha presentato uno Schema di decreto legislativo che riforma ASPI e mini ASPI, introducendo una Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego, definita NASPI, che entrerà a regime il 1° maggio prossimo, e che estende il proprio raggio di azione anche ai collaboratori coordinati e continuativi.

 

In base a quanto stabilito dalla legge n. 183/2014, il Governo ha messo mano alle tutele contro la disoccupazione, introducendo – dal 1° maggio 2015 – la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), che sostituisce le prestazioni di ASpI e miniASpI, con la funzione di sostenere il reddito dei lavoratori subordinati che, senza volerlo, abbiano perduto l’occupazione a partire da tale data.

Sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti (esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, e gli operai agricoli, a tempo determinato o indeterminato); che presentino tutti questi requisiti:

a) siano in stato di disoccupazione;

b) possano far valere, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione;

c) possano far valere 18 giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

La NASpI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto nell’ambito della procedura di conciliazione nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo davanti alla DTL.

La NASpI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, compresi gli elementi continuativi e non continuativi e le mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. Essa viene calcolata come segue:

tabella_1

La NASpI, da cui non si trattiene il 5,84% (aliquota apprendisti),  è ridotta progressivamente:

a) per il 2015, nella misura del 3% al mese dal 1° giorno del 5° mese di fruizione,

b) per il 2016, nella misura del 3% dal 1° giorno del 4° mese di fruizione.

In ogni caso, per il 2015, l’importo massimo non può essere superiore a 1.300 euro mensili.

La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Nel calcolo della durata non si contano i periodi che hanno già dato luogo a erogazione delle prestazioni di disoccupazione. Per gli eventi di disoccupazione dall’1.1.2017 la durata della prestazione è limitata a un massimo di 78 settimane.

 La domanda di NASpI va presentata all’INPS in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto; essa spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’8° giorno successivo alla fine del rapporto. La sua erogazione è condizionata, a pena di decadenza, alla permanenza dello stato di disoccupazione, e alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti, secondo quanto sarà previsto con apposito decreto ministeriale.

Il lavoratore che ha diritto alla NASpI può chiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, di quanto spettante e non ancora erogato, quale incentivo a un’attività di lavoro autonomo o come impresa individuale, o per associarsi in cooperativa: se egli, aderendo a una cooperativa, instaura un rapporto subordinato, l’anticipo compete alla cooperativa. L’erogazione anticipata di tutta la NASpI non dà diritto alla contribuzione figurativa né all’ANF. Inoltre, il lavoratore:

a) deve presentare all’INPS domanda di anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dell’associazione in cooperativa;

b) se instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la NASpI, deve restituire tutta l’anticipazione ottenuta.

tabella2

Il lavoratore decade dalla NASpI, oltre che per la  perdita dello stato di disoccupazione e la violazione dell’obbligo di partecipare alle iniziative di reinserimento al lavoro, nei seguenti casi:

a) inizio di attività di lavoro subordinato o autonoma in assenza delle comunicazioni all’Inps;

b) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;

c) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, salvo che non opti per la NASpI.

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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