Vino e digitale

Ti basta per leggerlo tutto

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Si ampliano le possibilità per gli investimenti nelle imprese vitivinicole

Accanto ai “soliti” contributi del PSR o dell’OCM ora diventano interessanti anche le agevolazioni del “Piano di Transizione 4.0″.

Cosa è il Piano di Transizione 4.0? Perché il piano di Transizione 4.0 interessa il mondo agricolo? E’ cumulabile con i contributi PSR e OCM?

In questi giorni sono numerose le cantine che mi pongono queste domande e quindi presento subito tre semplici risposte.

Il Piano di Transizione 4.0 è il nuovo programma di politica industriale varato dal MISE per sostenere le imprese italiane negli investimenti necessari alla loro “digitalizzazione” e quindi alla loro competitività.

Il “Piano 4.0” interessa le imprese vitivinicole in quanto assegna un credito di imposta fruibile anche per le imprese che liquidano il loro reddito su base catastale. Fino allo scorso anno il “Piano Industria 4.0” prevedeva il super e iper ammortamento: misura inutile per le imprese agricole.

Il legislatore ha precisato che il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi. È tuttavia necessario che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP.

Una delle principali azioni del Piano è il Credito di Imposta per investimenti in beni strumentali. Ne riportiamo di seguito uno schema:

 

Beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (Allegato A annesso alla Legge 11.12.2016, n. 232)

Credito

d’imposta

40%

del costo

Per investimenti fino a 2,5 milioni

20%

del costo

Per investimenti compresi tra 2,5 milioni ed 10 milioni

Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0” (Allegato B annesso alla Legge 11.12.2016, n. 232)

15%

del costo

Limite massimo pari a 700 mila

Beni diversi

(art. 1 – comma 188)

6%

del costo

Limite massimo pari a 2 milioni

Il credito è significativo e pertanto, come primo approfondimento, è necessario saper individuare quali sono gli investimenti che fanno scattare questa importante agevolazione.

L’allegato A della LEGGE 11/12/16 N 232 identifica con precisione i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0». Nella lista dei numerosi beni diversi sono annoverabili tra gli investimenti tipicamente realizzati nelle imprese vitivinicole. Ne riportiamo di seguito alcuni.

  • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti:
    1. macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime
    2. macchine per il confezionamento e l’imballaggio
    3. macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici),
    4. magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Per essere agevolabili tutti questi macchinari devono però essere dotati di caratteristiche tipicamente “digitali”:

  • controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller),
  • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program,
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo,
  • interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive,
  • rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Tutto questo non basta in quanto la norma prevede che “tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

  • sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico);
  • dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti;
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti.

Le maglie della normativa sono strette ma non eccessivamente in quanto oggi, ogni nuovo macchinario, nasce spesso con queste caratteristiche già presenti. E’ quindi necessario che gli operatori si rivolgano a fornitori attenti alle nuove tecnologie.

Oltre agli investimenti in beni materiali la norma agevola anche tutti i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (temi oggi assolutamente di tendenza nel mondo vitivinicolo):

  • sistemi di misura e sistemi di monitoraggio nel processo per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo;
  • sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti (ad esempio RFID – Radio Frequency Identification);
  • strumenti e dispositivi per l’etichettatura;
  • componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni;
  • filtri e sistemi di trattamento.

Vale la pena che tutti i responsabili aziendali a cui viene delegata la pianificazione degli investimenti in cantina si adoperino per verificare la corrispondenza di tali investimenti come quanto richiesto dalla normativa del Piano di Transizione 4.0.

Nei prossimi articoli esemplificheremo le modalità di fruizione del credito di imposta.

 

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