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Verso nuove regole per l’apprendistato

Verso nuove regole per l’apprendistato

31/03/2015
Gestione delle paghe

Anche il contratto di apprendistato è sotto la lente del Governo in vista di una revisione della sua disciplina, iniziando dalle tipologie, che sono così ridefinite:

  • apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale;
  • apprendistato professionalizzante;
  • apprendistato di alta formazione e ricerca.

La prima e la terza tipologia 
integrano formazione e lavoro per l’occupazione dei giovani con riferimento ai titoli di istruzione e formazione e alle qualificazioni professionali: in questi casi il piano formativo individuale è predisposto dall’istituzione formativa di provenienza dello studente, coinvolgendo l’impresa.

Resta fermo il numero complessivo di apprendisti che un datore può assumere, direttamente o indirettamente tramite le agenzie di somministrazione, che non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso di sé; tale rapporto non può superare il 100% per i datori fino a 9 lavoratori. Il datore che non impieghi lavoratori qualificati o specializzati, o che ne abbia solo 1 o 2, può assumerne fino a 3. Cambia ancora l’onere di stabilizzazione: fermo il potere di intervento del CCNL, solo per i datori che occupano almeno 50 dipendenti, l’assunzione di nuovi apprendisti in apprendistato professionalizzante è subordinata alla prosecuzione, a tempo indeterminato, del rapporto al termine del periodo di apprendistato, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore, esclusi i rapporti cessati durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.

Infine, possono essere stipulati contratti di apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale, di durata fino a 3 anni, rivolti ai giovani iscritti al 4° e 5° anno degli istituti tecnici e professionali, per l’acquisizione di ulteriori competenze rispetto a quelle previste dai regolamenti scolastici, utili anche per conseguire una specializzazione tecnica superiore: salvo diversa previsione del contratto collettivo, per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore è esonerato da ogni obbligo retributivo; per le ore di formazione a carico del datore è riconosciuto al lavoratore il 10% della normale retribuzione.

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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