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L’apprendistato professionalizzante dopo il Jobs Act

L’apprendistato professionalizzante dopo il Jobs Act

24/09/2015
Gestione delle paghe

Anche il contratto di apprendistato è stato oggetto di una profonda revisione ad opera del Jobs Act e, più precisamente, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che ha sostituito le disposizioni del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167. Di seguito illustriamo la disciplina dell’apprendistato professionalizzante, che è la forma più utilizzata dalle imprese.

 

Confermando che l’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e occupazione dei giovani, le nuove disposizioni prevedono ancora l’obbligo della stipulazione in forma scritta (ai fini della prova) e dell’inserimento (in forma sintetica) del piano formativo individuale ma è stato eliminato l’obbligo di inserire il patto di prova.

La durata minima non può essere inferiore a 6 mesi; tuttavia, per i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali, i contratti collettivi nazionali di lavoro possono prevedere specifiche modalità di svolgimento, anche a tempo determinato.

 

Resta poi confermata la delega agli accordi interconfederali e ai CCNL stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale per regolare numerosi aspetti del contratto, nel rispetto però di alcuni principi fondamentali, quali:

1) divieto di retribuzione a cottimo;

2) possibilità di inquadrare il lavoratore fino a 2 livelli inferiori rispetto a quello spettante, secondo il CCNL, ai lavoratori addetti a mansioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al cui conseguimento è finalizzato il contratto, o, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio;

3) presenza di un tutore o referente aziendale;

4) possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali tramite i fondi paritetici;

5) possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del lavoro, di durata superiore a 30 giorni.

 

Quanto ai requisiti soggettivi, l’articolo 44 dispone che possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici o privati, con contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali, i soggetti di età tra i 18 e i 29 anni (dai 17 anni per i soggetti in possesso di una qualifica professionale).

La qualificazione professionale al cui conseguimento è finalizzato il contratto è determinata dalle parti sulla base dei profili o qualificazioni professionali previsti per il settore di riferimento dai sistemi di inquadramento del personale di cui ai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale.

 

Gli accordi interconfederali e i CCNL (non i contratti aziendali) stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale stabiliscono, in ragione del tipo di qualificazione professionale ai fini contrattuali da conseguire, la durata e le modalità di erogazione della formazione per l’acquisizione delle relative competenze tecnico-professionali e specialistiche, nonché la durata anche minima del periodo di apprendistato, che non può essere superiore a 3 anni (5 per i profili professionali caratterizzanti la figura dell’artigiano individuati dalla contrattazione collettiva di riferimento).

La formazione di tipo professionalizzante, svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro, è integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dall’offerta formativa pubblica, interna o esterna all’azienda, finalizzata all’acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a 120 ore per la durata del triennio e disciplinata dalle regioni e dalle province autonome, tenuto conto del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista: la regione comunica al datore di lavoro, entro 45 giorni dalla comunicazione dell’instaurazione del rapporto, le modalità di svolgimento dell’offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste, avvalendosi anche dei datori di lavoro e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili, ai sensi delle linee guida adottate dalla Conferenza Stato, regioni e province autonome del 20 febbraio 2014.

L’articolo 43, al comma 9, dispone poi che – dopo il conseguimento della qualifica o del diploma professionale o del diploma di istruzione secondaria superiore – per conseguire la qualificazione professionale ai fini contrattuali, è possibile la trasformazione del “contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore”, in apprendistato professionalizzante: in tal caso, la durata massima complessiva dei 2 periodi di apprendistato non può eccedere quella individuata dagli accordi interconfederali o dai contratti nazionali.

Venendo ai limiti numerici, sono confermate le precedenti disposizioni che stabiliscono (con l’eccezione delle imprese artigiane), anche in caso di ricorso alla somministrazione a tempo indeterminato, limiti differenziati in base al numero di dipendenti specializzati e qualificati già in servizio, e che sono articolati come segue.

14-09-2015 09-24-08

E’ stato confermato anche l’onere di “stabilizzazione”; infatti l’articolo 44, al comma 8, dispone che, ferma la possibilità per i CCNL, stipulati dalle associazioni sindacali più rappresentative, di individuare limiti diversi, solo per i datori con almeno 50 dipendenti, l’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione a tempo indeterminato, al termine dell’apprendistato, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20% degli apprendisti (sono esclusi dal computo i rapporti cessati nel periodo di prova, per dimissioni o licenziamento per giusta causa); se tale percentuale non viene rispettata, è sempre consentita l’assunzione di 1 apprendista con contratto professionalizzante. Attenzione però: gli apprendisti assunti in violazione dei limiti di cui sopra sono considerati ordinari lavoratori subordinati a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto.

Infine, sono state confermate anche le sanzioni a carico del datore, e quindi:

a) inadempimento nell’erogare la formazione, di cui il datore sia il solo responsabile e che sia tale da impedire le finalità proprie del contratto: pagamento della differenza tra contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto al termine dell’apprendistato, maggiorata del 100%, escluse però le sanzioni per omessa contribuzione (il personale ispettivo, quando rileva un inadempimento nell’erogazione della formazione prevista nel PFI, adotta un provvedimento di disposizione, assegnando un termine per adempiere);

b) omessa stipulazione in forma scritta del contratto e del PFI; retribuzione a cottimo; inquadramento oltre 2 livelli inferiori; mancata presenza del tutor: sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro (da 300 a 1.500 euro in caso di recidiva).

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

18 Commenti

  1. Mio figlio è stato inquadrato da Trenitalia con il contratto di lavoro di “apprendistato professionalizzante” per il profilo di Capotreno FrecciArgento per un periodo di tre anni. Fatto salvo tutto ciò che ho letto (nel Vs. sito ed in altri) e che riscontro nel suo contratto vorrei capire se, trattandosi di Ferrovie dello Stato, alla fine dei tre anni si applicherà anche a lui il “job act” (cioè contratto di lavoro subordinato a tutele crescenti). Grazie per la cortese risposta

  2. Redazione di Sistemiamo l'Italia dice:

    Premesso che l’applicazione del Jobs Act al rapporto di lavoro pubblico non è esplicitamente esclusa nell’ambito del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, deve in ogni caso ritenersi che Trenitalia operi come una società di diritto privato. Ne deriva quindi che, se l’assunzione a tempo indeterminato (e il contratto di apprendistato è a tempo indeterminato) è avvenuta a partire dal 7 marzo 2015 (data di entrata in vigore del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23), ovvero se tale contratto viene “stabilizzato” a partire dalla medesima data, un eventuale licenziamento soggiace alle regole del citato decreto legislativo e, quindi, in definitiva, il contratto di suo figlio è disciplinato dal Jobs Act.

    Dott. Alberto Bosco

  3. FRANCESCO dice:

    Salve , io sono stato assunto con contratto di apprendistato della durata di 36 mesi , volevo sapere se per la trasformazione a tempo indeterminato avvenuta dopo il jobs act valgono le vecchie leggi o quelle a tutela crescenti . Spero di essermi spiegato bene . Grazie .

  4. Redazione di Sistemiamo l'Italia dice:

    Se la conferma a tempo indeterminato, al termine del periodo di apprendistato, avviene a partire dal giorno 7 marzo 2015, compreso, in poi, si applica – in caso di eventuale licenziamento – quanto previsto dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, ossia le norme sul contratto a tutele crescenti.

    Un saluto cordiale
    Alberto Bosco

  5. Elena dice:

    in un contesto di apprendistato professionalizzante triennale, in assenza di piano formativo individuale e nessuna attività del tutor nei mesi trascorsi, di fronte a contestazioni disciplinari pretestuose (ma in assenza di esplicito licenziamento senza giusta causa) come dovrebbe comportarsi il lavoratore? Quali conseguenze comporterebbero le eventuali dimissioni volontarie? Grazie.

  6. Redazione di Sistemiamo l'Italia dice:

    La violazione degli obblighi formativi a carico del datore di lavoro, ove grave ed esclusivamente a lui imputabile, potrebbe comportare la trasformazione del contratto in un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
    Anche per il procedimento disciplinare vigono regole specifiche.
    Vista dal lato del lavoratore, il consiglio è quello di non dimettersi ma di sentire il sindacato, un consulente del lavoro o un legale, per chiarire la situazione approfondendo nel dettaglio tutti gli aspetti sopra accennati.

  7. Giuseppe dice:

    Salve,
    in un contesto di apprendistato professionalizzante con durata triennale, con data di stipula 09/2014 e termine 02/2017, al termine dello stesso il contratto viene trasformato in contratto a tutele crescenti?
    Grazie.

  8. Redazione di Sistemiamo l'Italia dice:

    La stabilizzazione dell’apprendista al termine del periodo formativo rappresenta sempre una libera scelta da parte del datore di lavoro.
    Nel caso in cui la valutazione della persona sia negativa, o comunque (per le più varie ragioni) non si voglia confermare l’apprendista, è possibile recedere al termine del periodo formativo semplicemente dando il preavviso.
    In caso contrario, ossia se l’apprendista viene confermato a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, in caso di eventuale successivo recesso del datore si applicheranno le disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti.

  9. Giuseppe dice:

    Innanzitutto ringrazio per la risposta data alla domanda che Vi ho posto.
    Nel mio caso particolare non avendo nessun recesso ma esito positivo del periodo di apprendistato, e dato che la data di stipula dello stesso è antecedente all’entrata in vigore del contratto a tutele crescenti, l’azienda deve mantenere la vecchia tipologia di contratto o è obbligata a convertire il mio contratto a tutele crescenti?

    Grazie mille
    Cordiali Saluti
    Giuseppe

  10. Redazione di Sistemiamo l'Italia dice:

    Se l’apprendista viene confermato a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, in caso di eventuale successivo recesso del datore si applicheranno le disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti.
    Perché si applichi il contratto a tutele crescenti, ossia il nuovo regime di tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo, non occorre scrivere alcunché: si tratta di una norma di legge che viene applicata automaticamente se la stabilizzazione del contratto di apprendistato è avvenuta a partire dal 7 marzo 2015.
    Un saluto cordiale

  11. Giuseppe dice:

    Ringrazio vivamente per la delucidazione.
    Il dubbio mi era sorto in quanto alcune persone impegnate professionalmente sull’argomento, mi avevano indicato che l’apprendistato è di per se un contratto a tempo indeterminato e quindi anche in caso di conferma si sarebbero conservati il livello, l’anzienetà maturata con relative ferie e permessi accumulati, e di conseguenza anche la tipologia contrattuale in vigore nella data di stiupula (09/2014).

    Ringrazio vivamente per le delucidazioni in merito.
    Grazie
    Saluti

    Giuseppe

  12. Redazione di Sistemiamo l'Italia dice:

    Certamente in caso di conferma si conservano l’anzianità, le ferie ecc. la tipologia contrattuale cessa di essere l’apprendistato quando il lavoratore viene “confermato”, se tale data è successiva al 6 marzo 2015, in caso di licenziamento si applicheranno le regole del contratto a tutele crescenti per quanto riguarda la tutela del lavoratore che sia stato (eventualmente) illegittimamente licenziato. Il contratto a tutele crescenti non è un nuovo contratto di lavoro ma solo un insieme di regole per il licenziamento.
    Cordialmente
    Alberto Bosco

  13. emanuela dice:

    Buona sera, è possibile stipulare un contratto di apprendistato professionalizzante di 22 mesi ( 27 febbraio 2017 – 18 dicembre 2018. Il ccnl di riferimento è quello per dipendenti delle aziende del terziario distribuzione e servizi.
    Grazie

  14. marketingsistemi dice:

    Per la durata del contratto di apprendistato, salve le attività stagionali espressamente regolamentate, occorre far riferimento al contratto collettivo.
    Rimandandola dunque a quanto ivi previsto, le ricordiamo che il contratto di apprendistato non è ammesso se tali mansioni sono state svolte – con qualunque tipo di rapporto – per un periodo pari alla metà del contratto di apprendistato.
    Una possibile soluzione consiste nello stipulare il contratto per la durata prevista dal CCNL e poi confermare anticipatamente il giovane.

    Saluti,
    Alberto Bosco

  15. Gennaro dice:

    Salve,
    Sono stato assunto con contratto di tirocinio formativo, ma sono il responsabile dell’ufficio “recruiting” dove gestisco in autonomia tutto l’iter della selezione (creazione ed aggiornamento del database, scelta di canali di recruitment (tra cui alcuni a pagamento con relativa presentazione dell’rda , registrazione ai canali on-line per il recruitmet (con mio nome, cognome e numero di telefono), screening curricula, gestione degli appuntamenti con i candidati, colloqui conoscitivi, selezione e valutazione dei candidati che avviene, anche grazie ad un questionario da me formulato.
    Coordino le due aule di formazione gestendo i successivi incontri delle risorse neo inserite, verifico i presenti in sede di formazione informando la società con reports settimanali.
    – Non ho mai avuto un giorno di formazione e non so chi siano i tutor aziendali.inoltre sono io a dettare le linee guide da segure riguardo alla mia mansione
    Come dovrei muovermi?
    Eventualmnete riuscissi a provarlo, in riferimento al ccnl, risulterei come “quadro”?
    Cosa mi spetterebbe? Contratto a tempo indeterminato più relative differenze retributive? (la mia retrbuzione è di 400 euro al mese).

    Grazie in anticipo 🙂

  16. marketingsistemi dice:

    Anzitutto lei non è stato assunto ma sta semplicemente partecipando a un tirocinio formativo (che non è un rapporto di lavoro, se correttamente svolto).
    Da quel che dice, le violazioni parrebbero piuttosto gravi e, se dimostrate, potrebbero dar luogo alla costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con eventuale riconoscimento delle differenze retributive per il pregresso.
    Le conviene, alla scadenza, del tirocinio, vedere se arriva una proposta di assunzione; in alternativa può rivolgersi a un avvocato illustrando nel dettaglio la situazione e fornendo la documentazione in suo possesso
    Cordialmente
    Alberto Bosco

  17. con la nuova normativa del job act sull’apprendistato si può essere assunto a tempo indeterminato (parte time) come apprendistato professionalizzante?

  18. Redazione di Sistemiamo l'Italia dice:

    Si, l’assunzione con il contratto di apprendistato può avvenire anche a tempo parziale a condizione però che la formazione sia impartita “a tempo pieno”, cioè senza riduzioni. In pratica, quel che può essere part time è solo la prestazione di lavoro vera e propria
    Cordialmente,
    Alberto Bosco