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Un’introduzione al PED – Piano Editoriale Digitale

Un’introduzione al PED – Piano Editoriale Digitale

17/02/2015
Idee digitali

Cos’è il PED e perché usarlo? Scopriamo insieme come creare una presenza digitale in modo professionale attraverso un piano che è alla base di una corretta e interessante presenza sui social network.

 

Al pari della TV e della radio, che hanno da sempre i loro palinsesti, anche i nuovi media ne hanno bisogno. I due mondi non sono così distanti e il PED non è altro che il piano editoriale digitale, la versione 2.0 del famoso palinsesto, utile per gestire in modo efficace la propria presenza aziendale nel mondo dei social network.

Se la crescita dei nuovi media è ormai inarrestabile, saper comunicare su questi canali, soprattutto se a farlo deve essere un’azienda o uno studio professionale, è diventata sicuramente una priorità. 

Il PED è uno strumento prezioso che risponde bene a questa esigenza e aiuta a: 

  • promuovere la propria immagine, a presentare al meglio la propria attività, così come i servizi e i prodotti offerti; 
  • comprendere i gusti, le esigenze e le aspettative della propria audience
  • offrire una visione globale della propria attività di comunicazione social;
  • monitorare i risultati ottenuti al fine di proseguire nella direzione intrapresa oppure correggere eventualmente il tiro. 

Dato che l’universo dei social network è molto vasto e ogni canale è diverso dall’altro,  occorre scegliere bene su quali canali essere presenti e sviluppare una strategia ad hoc, realizzando dei piani editoriali su misura

Ma per costruire un PED, su qualunque canale ci si trovi, è importante tener presente determinati aspetti e condizioni. 

 

1. Obiettivi

Il punto di partenza di ogni PED è sicuramente la definizione degli obiettivi. Cosa voglio raggiungere e cosa voglio ottenere attraverso il mio piano?

 

2. Target

Una volta chiarito questo punto, bisogna identificare il proprio target: a chi mi rivolgo, chi è il pubblico che voglio raggiungere, quanti anni ha, quali sono i suoi interessi, dove si trova? 

 

3. Contenuti

Quando questi elementi sono stati individuati, si può procedere con la creazione dei contenuti, che non devono avere un carattere esclusivamente promozionale, altrimenti si rischia di essere troppo autoreferenziali e di generare poco interesse e attenzione. 

Per evitare questo, bisogna identificare bene il territorio che l’azienda o lo studio professionale rappresenta e partire da lì per creare contenuti che riescano a catturare l’attenzione degli utenti.

Ecco alcune indicazioni:

  • creare delle rubriche a partire dai contenuti del sito o sulla base di nuovi contenuti. Es. Su Facebook la sezione contatti o le faq potrebbero diventare uno sportello social per offrire consigli; oppure, se si parla di avvocati e giurisprudenza, i casi concreti potrebbero essere oggetto di una rubrica periodica che offre soluzioni agli utenti. Su Twitter, invece, le varie aree di attività potrebbero assumere la forma di hashtag (#arbitrato #assicurazioni), argomenti dedicati e facilmente rintracciabili dagli utenti in rete.
  • Diversificare gli argomenti in base alla forma. Es. È consigliato un utilizzo frequente di contenuti multimediali (immagini, foto, video, grafici) che attirano maggiormente l’attenzione, soprattutto su un social come Facebook dove le immagini hanno la meglio su tutti gli altri formati di post. 
  • Curare sempre il testo che introduce qualsiasi tipologia di post. Es. Un copy ben fatto, non troppo lungo e completo di tutte le informazioni necessarie, aiuta a diffondere meglio il proprio messaggio.
  • Calibrarei contenuti in base al target di riferimento e ai vari tipi di social network. Es. Se LinkedIn è utile per consolidare la propria presenza professionale, Twitter, come piattaforma di microblogging in tempo reale, si presta ad accogliere ultime news e permette di seguire o creare conversazioni su un tema specifico (es. fattura elettronica).

 

4. Tono di voce

Creare i contenuti è fondamentale, ma bisogna anche riuscire a comunicarli con il tono di voce giusto, che sia in linea con la nostra strategia e, come sempre, con il nostro target e con il social che stiamo utilizzando. Questo significa trovare un compromesso tra il proprio tono di voce e quello richiesto dalla situazione. Nel caso specifico di PMI, commercialisti, avvocati o consulenti del lavoro tutto ciò si traduce nell’adozione di un linguaggio più diretto e accessibile, di un tono meno formale ma non per questo meno autorevole, che valorizzi l’aspetto della vicinanza agli utenti e il dialogo.

 

5. Programmazione

La programmazione è il passo immediatamente successivo all’individuazione dei contenuti e si riassume nella creazione di un calendario all’interno del quale organizzare la pubblicazione di tutti i contenuti sui vari social network. Attraverso il calendario programmiamo il numero dei post e scegliamo gli orari e i giorni del mese in cui pubblicarli. È uno strumento che ci aiuta a ottimizzare la pianificazione e ci indirizza verso una pubblicazione costante e non irregolare, grazie alla quale possiamo valorizzare meglio i nostri contenuti.

 

6. Monitoraggio e correzioni

La programmazione non è mai definitiva. Nel corso del tempo e dopo una prima fase di test della durata di un mese, è consigliabile intervenire sul PED per poter apportare delle modifiche e cambiare, laddove sia necessario, l’andamento della pubblicazione.

Il PED, infatti, va sempre monitorato per capire se la strategia adottata sta funzionando, oppure se è utile rivedere orari, giorni di pubblicazione e contenuti in funzione dei risultati ottenuti da analisi e statistiche che mostrano il gradimento da parte degli utenti. 

Allo stesso modo, non dobbiamo dimenticare che il piano va aggiornato anche nel momento in cui entrano in gioco eventi o situazioni impreviste che non possiamo trascurare perché riguardano strettamente la nostra attività. 

Vedremo più avanti come Facebook ci permette di programmare i post da remoto e come una corretta organizzazione e gestione temporale dei contenuti su questo social aiuti a mantenere la visibilità a fronte della riduzione del reach organico. Analizzeremo anche tools come Hootsuite, utili per una programmazione su più canali contemporaneamente e vedremo come alcuni social ci permettano di monitorare i risultati delle nostre performance.

 

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Idee Digitali è la nuova rubrica del portale Sistemiamo l’Italia, pensata con l’obiettivo di offrire agli studi professionali e alle PMI consigli utili su come utilizzare i social network e sfruttare le possibilità offerte dal web per migliorare la comunicazione digitale, apportando vantaggi alla propria professione. A cura di Eggers 2.0

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