FAQ • Lavoro e HR

A quali conseguenze va incontro il datore che “sbaglia” un contratto a termine?

L’art. 28 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, dispone che l’impugnazione del contratto a tempo determinato deve avvenire, per iscritto, entro 180 dalla cessazione del singolo contratto (si veda l’art. 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604). Nei casi di trasformazione del rapporto a termine in contratto a tempo indeterminato, il giudice condanna il datore a risarcire il danno al lavoratore, stabilendo un’indennità onnicomprensiva che va da 2,5 a 12 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR. In presenza di contratti collettivi che prevedano l’assunzione, anche a tempo indeterminato, di lavoratori già occupati con contratto a termine in specifiche graduatorie, il limite massimo dell’indennità è ridotto alla metà.

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