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La blockchain nei processi contabili, amministrativi e di supply chain – IV Parte

La blockchain nei processi contabili, amministrativi e di supply chain – IV Parte

16/02/2017
Digitalizzazione

Gli smart contract

 

Un primo aspetto connesso alla tecnologia dei Distributed Ledger (DL), e che sta riscuotendo notevole interesse ed attraendo nel settore notevoli investimenti finanziari, sono gli “smart contract” (i.e. contratti intelligenti), definiti per la prima volta nel lontano 1994 da Nick Szabo, in cui riportava come esempio il caso dei distributori automatici ove l’esecuzione del contratto, cioè la vendita del bene, viene eseguito automaticamente dalla vending machine previo inserimento del denaro richiesto e selezione del prodotto prescelto.

 

Un ulteriore esempio potrebbe essere il caso dei messaggi in formato EDI (Electronic Data Interchange) che molte imprese si scambiano da anni, e dove il sistema ERP dell’impresa, al raggiungimento di una prestabilita quantità minima di prodotto stoccato nel magazzino, genera e trasmette al fornitore l’ordine di acquisto in tracciato EDI.

 

Come tutti gli smart contract, anche questi semplici ed elementari esempi sono caratterizzati da almeno tre importanti aspetti:

 

  • ai software vengono impartite precise istruzioni (e.g. distributori automatici, ERP);
  • i software sono in grado di registrare specifici eventi, come per esempio la verifica della moneta inserita ed il prodotto selezionato, oppure il raggiungimento di una prestabilita quantità minima di prodotto stoccato nel magazzino ;
  • i software, al verificarsi di taluni eventi, sono in grado di eseguire precise attività, come per esempio il rilascio del prodotto selezionato, oppure l’emissione dell’ordine di acquisto.

 

Quello che ora è invece possibile fare, grazie appunto alla tecnologia dei DL, è adottare soluzioni decentralizzate, e quindi per esempio implementare processi che impiegano smart contract basati su un consenso totalmente decentralizzato (come appunto le transazioni di Bitcoin che altro non sono che elementari forme di smart contract), ma con ulteriori vantaggi quali la immodificabilità dei dati, la possibilità da parte di chiunque di accedervi e consultarli, e la loro memorizzazione eseguita da parte di più soggetti.

 

Prendiamo per esempio il caso di Alice che vive a New York, Bob che vive a Londra e Carol che vive a Milano, e decidono di scommettere ciascuno 1 bitcoin (BTC) sulla partita Milan-Inter che si svolgerà la settimana successiva. In particolare, Alice decide di scommettere sulla vittoria del Milan, Bob sulla vittoria dell’Inter, e Carol per il pareggio.

Alice, tramite apposito software, genera uno specifico smart contract (cioè un codice di programma) in grado di gestire in totale autonomia l’intera scommessa, dopodichè carica lo smart contract ed i relativi parametri su un DL tramite l’ausilio di una piattaforma open source di gestione degli smart contract.

Alice, Bob e Carol trasferiscono allo smart contract gli importi della sommessa, e quindi ciascuno di loro trasferisce 1 BTC, ed in questo modo lo smart contract ha all’attivo 3 BTC.

Non appena la partita sarà finita, la piattaforma acquisirà da una fonte esterna accreditata il risultato ufficiale della partita (i.e. oracolo), e se ipotizziamo che il risultato finale sia che il Milan vinca sull’Inter per 4-0, l’esecuzione dello smart contract attiva immediatamente il trasferimento ad Alice della vincita pari a 3 BTC.

 

Così come nell’esempio sopra dei distributori automatici, anche in questo caso abbiamo tre importanti aspetti:

  • l’istruzione impartita alla macchina, cioè lo smart contract;
  • l’evento, cioè il risultato finale della partita;
  • l’attività, cioè il trasferimento automatico della vincita pari a 3 BTC ad Alice.

 

Un altro esempio potrebbe essere il caso di un istituto finanziario che abbia deciso di attivare la concessione dei prestiti ai propri clienti sulla base di smart contract, ed anche in questo caso tramite l’ausilio di apposito software viene generato uno specifico smart contract (cioè un codice di programma) in grado di gestire in totale autonomia l’intera pratica della concessione del prestito, dopodichè lo smart contract con i relativi parametri verrà caricato su un DL tramite l’ausilio di una piattaforma open source di gestione degli smart contract.

Una volta attivo, lo smart contract sarà in grado di interpretare i dati pervenuti dai clienti richiedenti il prestito, gestire praticamente in tempo reale la gravosa ed onerosa procedura di verifica della pratica con possibilità di acquisire talune informazioni da fonti esterne accreditate (i.e. oracolo), quali il rating del richiedente, il tasso da applicare, etc, ed infine attivare la concessione del prestito con l’immediato trasferimento del denaro sul conto corrente del richiedente.

 

Anche in questo caso abbiamo tre importanti aspetti:

-l’istruzione impartita alla macchina, cioè lo smart contract;

-l’evento, cioè la concessione del prestito;

-l’attività, cioè il trasferimento automatico del denaro sul conto corrente del richiedente.

 

Da rilevare che in entrambi i suesposti esempi vi erano i cosiddetti “oracoli”, cioè procedure software in grado di acquisire specifiche informazioni da prestabilite fonti al fine di consentire l’esecuzione automatica degli smart contract, e quindi nella sostanza gli “oracoli” sono in grado di fare interagire gli accadimenti reali (i.e. la partita di calcio) con le attività che si svolgono digitalmente (i.e. il trasferimento ad Alice di 3 BTC).

 

La vera innovazione introdotta dagli smart contract, risiede soprattutto nel fatto che l’esecuzione del contratto è basata su un consenso decentralizzato, cioè una volta pubblicato sul DL lo smart contract (che ricordo nuovamente è un mero codice di programma), non vi è un terzo soggetto che lo esegue, ma viene eseguito automaticamente da un network secondo prestabilite regole, e proprio per questo possiamo definire gli smart contract come  dei codici di programma che in modalità decentralizzata consentono l’esecuzione automatica di prestabilite attività al verificarsi di precisi eventi (IF à THEN)”.

 

Gli smart contract sono quindi caratterizzati da almeno i seguenti 5 aspetti:

 

  • Sono codici di programma e quindi sono in formato digitale
  • Sono eseguiti in modalità decentralizzata da un network
  • Sono irrevocabili, trasparenti e consultabili da più soggetti
  • Sono in grado di gestire dispute e controversie (e.g. sospensione della partita per nebbia)
  • Sono memorizzati in un distributed ledger

 

Il settore che ad oggi ha più di altri generato maggior interesse nell’avviare progetti che impiegano gli smart contract gestiti tramite l’ausilio dei DL, è certamente il settore finanziario e bancario, con l’avvio di diversi progetti tutti orientati ad automatizzare l’esecuzione delle riconciliazioni e delle liquidazioni che le banche e gli istituti finanziari eseguono quotidianamente. Vi sono studi infatti che stimano che i costi annuali per tali attività sono tra 65-80 miliari $, e l’impiego degli smart contract gestiti tramite i DL potrebbe portare enormi risparmi.

 

Benefici e vantaggi potranno essere conseguiti anche nell’ambito dei processi contabili, amministrativi e di supply chain, ed infatti alcune promettenti iniziative hanno già iniziato a produrre i loro primi  effetti.

 

A cura di Umberto Zanini, Dottore Commercialista e Revisore Legale

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