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Come si contano nell’organico i dipendenti a tempo parziale

Come si contano nell’organico i dipendenti a tempo parziale

31/07/2015
Gestione delle paghe

L’articolo 9 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 lascia sostanzialmente invariato il criterio di computo dei lavoratori a tempo parziale ma, dato che spesso la questione non è del tutto chiara, esaminiamo la norma e facciamo un esempio.

Viene anzitutto disposto che, ai fini della applicazione di qualsiasi disciplina di fonte legale o contrattuale per la quale sia rilevante il computo dei dipendenti, i lavoratori a tempo parziale sono computati in proporzione all’orario svolto, rapportato al tempo pieno. A tale proposito va ricordato che l’articolo 3 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, dispone che:

a) l’orario normale di lavoro è fissato in 40 ore settimanali;

b) i contratti collettivi di lavoro possono stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore (per esempio: 38 ore settimanali) e riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno.

 

Inoltre, ai fini del computo dei part time, l’arrotondamento opera per le frazioni di orario che eccedono la somma degli orari a tempo parziale corrispondente a unità intere di orario a tempo pieno.

 

Come precisato dal Ministero del lavoro nella circolare 30 aprile 2001, n. 46, i lavoratori a tempo parziale si computano sommando l’orario concordato con ogni singolo lavoratore e raffrontando la somma di tutti i part time con l’orario normale a tempo pieno, con arrotondamento all’unità superiore della sola frazione eccedente la somma come sopra individuata e superiore alla metà dell’orario a tempo pieno.

 

 

Esempio: nel caso in cui 3 lavoratori siano assunti con orari settimanali, rispettivamente, di 18, 20 e 24 ore, si procederà così: 18 + 20 + 24 = 62 ore : 40 ore (orario normale) = 1 unità con il resto di 22 ore; poiché 22 ore superano la metà dell’orario normale (40 ore), si computerà – come arrotondamento – 1 ulteriore unità; nella fattispecie, quindi, i 3 lavoratori part-time determinano 2 unità lavorative.

 

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

 

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