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Contratto, piano formativo e prova nell’apprendistato

Contratto, piano formativo e prova nell’apprendistato

11/09/2014
Gestione delle paghe

La conversione in legge del decreto n. 34/2014 ha comportato una nuova modifica all’articolo 2 del Testo Unico sull’apprendistato. L’ultima versione della norma, infatti, mentre conferma l’obbligo della forma scritta per:

1) il contratto di assunzione in apprendistato;

2) il patto di prova;

dispone invece ora che il contratto di apprendistato contiene, in forma sintetica (e, ovviamente, per iscritto), il piano formativo individuale (PFI) definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.

La novità principale consiste nel fatto che, salvo che il contratto collettivo non preveda diversamente, non è più necessario che il piano formativo individuale venga redatto per esteso entro 30 giorni dalla stipula del contratto di lavoro.

Il PFI, steso dunque anche solo in forma sintetica, può limitarsi a indicare la sola formazione finalizzata all’acquisizione di competenze tecnico professionali e specialistiche.

Evidenziamo che, mentre la (grave e irreparabile) violazione dell’obbligo del datore di lavoro di impartire la formazione prevista nel contratto e nel PFI comporta la conversione in un “ordinario” rapporto di lavoro, le violazioni (meno rilevanti) in materia di obbligo della forma scritta per la stipulazione del contratto di lavoro, del piano formativo individuale e del patto di prova sono punite con una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra i 100 e i 600 euro, che oscillano invece da 300 a 1.500 euro in caso di recidiva.

Da ultimo va ricordato che il patto di prova, pena la sua invalidità, deve essere sottoscritto da parte del lavoratore prima dell’effettivo inizio dell’attività.

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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