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Il processo civile telematico in cassazione

Il processo civile telematico in cassazione

15/10/2018
Digitalizzazione

Sulle pagine di questo portale abbiamo più volte avuto occasione di occuparci del Processo Civile Telematico in Corte di Cassazione ed infatti, circa un anno fa, avevamo dato notizia dell’avvio della così detta “sperimentazione ristretta”, del rilascio – cioè – di schemi XSD volti a permettere alle software house di sviluppare sistemi idonei alla trasmissione degli atti giudiziari presso la Suprema Corte (per approfondimenti si rinvia all’articolo consultabile a questo link).

Uno dei dubbi principali degli addetti ai lavori, comunque, è rimasto legato al tipo di procedura che sarebbe stata attuata dal Ministero della Giustizia per il deposito di tali tipologie di atti. Oggi, ad un anno di distanza dall’avvio della prima fase di sperimentazione, sappiamo che – con tutta probabilità – le metodologie di deposito attuate in Corte di Cassazione saranno analoghe a quelle già previste per i procedimenti civili in Corte d’Appello ed in Tribunale.

I nuovi schemi atto rilasciati dalla Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati lo scorso 5 ottobre, infatti, sembrano avere caratteristiche analoghe a quelli già utilizzati nel resto del settore civile. Appare quindi – allo stato – scongiurato il rischio di ricorso ad una procedura di deposito differente rispetto a quella a cui sono stati abituati – sin dal 2014 – Avvocati e Consulenti Tecnici d’Ufficio; rischio che invece si è tramutato in realtà nell’ambito del Processo Amministrativo Telematico e del Processo Tributario Telematico che, ciascuno per proprio conto, hanno visto materializzarsi modalità operative dei depositi, della consultazione di atti e dell’accesso ai fascicoli completamente differenti rispetto al Processo Civile Telematico.

Come detto il Ministero della Giustizia ha rilasciato dei nuovi schemi XSD al fine di avviare un’ulteriore fase di sperimentazione per il deposito telematico presso la Suprema Corte. Ciò è stato confermato dallo stesso Ministero in un comunicato dello scorso 5 ottobre (il comunicato integrale è reperibile a questo link) nel quale si legge “A breve verrà comunicato quando sarà possibile effettuare test sull’ambiente di Model Office della Corte di Cassazione nonché la tempistica relativa alla sperimentazione.”

Con tutta probabilità, quindi, la sperimentazione così detta “ristretta”, ossia aperta esclusivamente alle software house, proseguirà ancora per qualche tempo, per poi lasciare spazio ad una seconda fase di sperimentazione aperta a tutti gli utenti. In passato queste fasi transitorie sono state caratterizzate da vari step, e ad una prima fase di test per i produttori di programmi per la redazione delle buste digitali sono solitamente seguiti:

  • un periodo di “prova” vero e proprio, atto a far depositare agli utenti documenti senza valore legale;
  • un secondo periodo di “doppio binario”, ossia, di depositi digitali con valore legale m: o con l’obbligo di consegnare anche una copia cartacea dell’atto inviato (come avvenuto nel Processo Amministrativo Telematico), oppure con la possibilità – da parte del depositante – di scegliere liberamente la via digitale o quella cartacea (come successo per il Processo Tributario Telematico);
  • al completamento di queste fasi di test, si è solitamente passati all’obbligatorietà della trasmissione telematica degli atti.

In virtù di ciò si auspica che il Ministero opti per una fase a doppio binario con deposito alternativo (cartaceo o digitale) ma senza l’obbligatorietà della così detta  “copia di cortesia” e quindi in modo del tutto differente da quanto è stato previsto per il Processo Amministrativo Telematico in cui, oramai da quasi due anni, i Difensori sono costretti al doppio deposito cartaceo e digitale.

Una seria procedura di sperimentazione, infatti, deve essere volta a permettere a tutti gli operatori, e quindi Magistrati, Cancellieri, Consulenti Tecnici e Avvocati, di fruire pienamente delle nuove funzionalità senza la creazione di disservizi per l’utenza.

Attuata però questa fase di sperimentazione a doppio binario, come detto, seguirà – con tutta probabilità – l’entrata in vigore dell’obbligatorietà del deposito telematico, ciò al fine di attuare la completa digitalizzazione del procedimento civile dal primo (ad esclusione del Giudice di Pace) all’ultimo grado di giudizio.

Non possiamo ancora sapere se, come già previsto per il deposito degli atti dinanzi a Tribunali e Corti d’Appello, sarà possibile depositare il ricorso e il controricorso in cassazione anche in modalità cartacea o se il Governo preferirà già da subito introdurre l’obbligatorietà del deposito di tutti gli atti del procedimento (come avvenuto nel Processo Amministrativo Telematico), è però certo che, anche alla luce della possibilità di non servirsi più obbligatoriamente dell’ausilio di un domiciliatario, la digitalizzazione del processo civile in Corte di Cassazione permetterà a tutti gli Avvocati di iniziare, proseguire e completare l’intero iter di un procedimento civile non spostandosi più dal proprio Foro se non per le udienze.

 

 

A cura di Luca Sileni – Avv.to iscritto all’ordine di Grosseto referente informatico dell’ODA di Grosseto e Segretario del Centro Studi Processo Telematico

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