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La blockchain nei processi contabili, amministrativi e di supply chain – I Parte

La blockchain nei processi contabili, amministrativi e di supply chain – I Parte

19/12/2016
Digitalizzazione

Che cosa è la blockchain? Come funziona? Perché se ne parla tanto? Come potrà impattare e cambiare gli attuali processi contabili, amministrativi e di supply chain, compresa la fatturazione elettronica? Nel presente articolo, suddiviso in cinque parti, andremo a rispondere alle suddette domande, cercando soprattutto di capire in cosa consiste la  vera portata innovativa della suddetta tecnologia.

 

Tra gli addetti ai lavori sono diversi anni che si discute su quali potrebbero essere gli impatti della tecnologia blockchain sui processi bancari e finanziari, mentre scarsa attenzione (almeno sino ad ora) è stata dedicata nel capire quali impatti potrebbe produrre in altri ambiti, ed in particolare in ambito contabile, amministrativo e sui processi di supply chain, compresa quindi la fatturazione elettronica.

L’obiettivo principale del presente contributo, scritto senza entrare troppo nei dettagli tecnici e senza impiegare termini astrusi e incomprensibili, oltre che dare al lettore una panoramica su che cosa è e come funziona la tecnologia blockchain, è quello di condividere ipotesi di evoluzione degli attuali sistemi contabili ed amministrativi oltre che possibili impatti e spunti di riflessione che ne potrebbero derivare.

L’articolo è suddiviso in cinque parti, e dopo aver delineato che cosa è Bitcoin e come funziona la blockchain, andremo a capire che cosa è la tecnologia dei distributed ledger e cosa sono gli smart contract, dopodichè andremo a comprendere come le suddette tecnologie potranno impattare sugli attuali processi contabili, amministrativi e di supply chain, compresa naturalmente la fatturazione elettronica.

 

Bitcoin e la tecnologia blockchain

E’ certamente impensabile affrontare questi argomenti senza partire da Bitcoin, la criptovaluta per eccellenza e che sempre più, per diverse ragioni, sta riscuotendo attenzione ed interesse da parte degli utenti. Come detto Bitcoin è una “criptovaluta”: “cripto” in quanto come vedremo tutte le transazioni sono cifrate tramite l’ausilio di un sistema di cifratura asimmetrico a chiave privata e pubblica, e “valuta” in quanto è in grado di garantire le tre principali proprietà che caratterizzano una valuta, e cioè: unità di conto utile a misurare il valore delle cose, mezzo di scambio per scambiare beni e servizi, e riserva di valore per preservarne appunto negli anni il loro valore.

Il progetto Bitcoin è iniziato quando il 31 ottobre 2008 veniva pubblicato da parte di uno sconosciuto che si era identificato con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto il documento “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”, dopodichè a distanza di alcuni mesi, veniva eseguita la prima transazione in Bitcoin dove Satoshi Nakamoto inviava 10 Bitcoin (BTC) allo sviluppatore ed esperto di crittografia Hal Finney. Sul perché utilizzare uno pseudonimo e sull’identità di Satoshi Nakamoto, si è scritto e detto tanto, e con molta probabilità l’utilizzo dell’anonimato deriva dal fatto che in quegli anni vi era negli Stati Uniti una legge antiriciclaggio che sanzionava pesantemente coloro che la violavano, ma quello che qui interessa sapere è che la tecnologia sottostante Bitcoin, cioè la tecnologia blockchain,  funziona dal 2009 senza aver prodotto particolari criticità. La tecnologia blockchain infatti, è un vero e proprio concentrato di innovazioni tecnologiche che derivano da oltre 20 anni di studi e ricerche in ambito crittografico, oltre che da una serie di sperimentazioni, alcune delle quali fallite miseramente, portate avanti con straordinaria passione ed entusiasmo.

La prima applicazione quindi della tecnologia blockchain, e che da anni resiste a continui ed incessanti attacchi da parte di hacker e non solo, è quella che sottende Bitcoin e che appunto, come vedremo, prende il nome dal suo meccanismo di funzionamento, e che Satoshi Nakamoto descrisse nel suo documento quando testualmente riportava blocks are chained“, cioè i blocchi sono concatenati, e da qui il nome appunto di “blockchain” ad indicare catena di blocchi.

 

Prima di analizzare la tecnologia blockchain, è certamente utile dare alcuni dati su Bitcoin per capirne le dimensioni e comprendere che non è più una criptovaluta per pochi appassionati ma che può essere utilizzata per acquistare online prodotti sui marketplace di Microsoft, Dell, Tesla, Bloomberg, MIT bookstore, etc oppure servizi sui portali di Expedia, WordPress, Virgin Galactic, etc.

Bitcoin consente di eseguire transazioni di moneta in modo veloce ed a costi molto inferiori rispetto ai tradizionali canali, e questo ha portato ad avere ad oggi un valore totale dei BTC emessi pari a circa 9 miliardi €.

 

Per comprendere a pieno il funzionamento della tecnologia blockchain di Bitcoin, dobbiamo dapprima soffermarci sugli strumenti e sugli attori, dopodichè analizzeremo i principi base ed infine il funzionamento vero e proprio.

 

Strumenti

  • Funzione di hash

 La funzione di hash è un algoritmo matematico che ha le seguenti tre proprietà:

-l’input può essere di qualsiasi natura (e.g. file, immagine, testo, etc) e di qualsiasi dimensione;

-l’output ha una dimensione fissa prestabilita (e.g. 160 bit, 256 bit, etc);

-il calcolo dell’output è estremamente efficiente, e come vedremo in seguito è un aspetto rilevante per il funzionamento di Bitcoin.

 

Ai nostri fini ci interessano poi talune funzioni di hash, come per esempio l’algoritmo SHA-256, che ha tra le tante caratteristiche ulteriori tre importanti proprietà:

Pre-image resistance

Questo significa che dato un output, è impossibile trovare l’input che l’ha generato;

Second pre-image resistance:

Questo significa che dato un output di un prestabilito input, è impossibile trovare un diverso input avente lo stesso output;

Collision resistance:

Una collisione avviene quando due diversi input producono il medesimo output, e quindi una funzione di hash è collision resistance quando nessuno può trovare una collisione, che significa che nessuno può trovare due diversi  input che producono il medesimo output.

 

  • Firma digitale ECDSA

Come detto, Bitcoin è una criptovaluta perché tutte le transazioni sono cifrate, e la firma digitale impiegata è la  Elliptic Curve Digital Signature Algorithm (ECDSA), basata sulla cifratura asimmetrica a chiave privata e pubblica.

Il funzionamento è molto simile alle firme digitali che quotidianamente utilizziamo per firmare le fatture elettroniche, oppure i registri Iva quando vengono conservati in digitale, con alcune differenze, come per esempio il fatto che la firma digitale ECDSA non viene generata all’interno di un dispositivo sicuro di firma digitale (e.g. smart-card oppure token USB).

 

A cura di Umberto Zanini, Dottore Commercialista e Revisore Legale

1 Commento

  1. S.Meinardi dice:

    Aspetto con impazienza di leggere le altre parti di questo documento. Ho sempre trovato spiegazioni ipertecniche relative ad applicazioni bancario-finanziarie e mai con riferimento alla contabilità. L’applicazione più vicina a noi fu, un paio di anni fa, un servizio americano di fatturazione e incasso, una sorta di fatturazione elettronica. Confido che la semplicità delle spiegazioni continui anche nelle prossime puntate, per farmi un’idea un po’ più chiara.