Lavoro e HR

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Gli obblighi del lavoratore in caso di malattia

Nel caso in cui debba assentarsi per il sopraggiungere di uno stato di malattia, il lavoratore ha alcuni obblighi previsti dalle disposizioni vigenti, il primo dei quali (oltre all’eventuale onere di preavvertire, anche a mezzo telefono il datore di lavoro) consiste nel recarsi dal medico curante per farsi rilasciare la certificazione medica.
Tale documento, a seguito di regolare effettuazione della visita, viene normalmente redatto dal sanitario (dipendente o convenzionato con il SSN) in modalità telematica, con conseguente venir meno dell’obbligo di inoltrare la raccomandata con avviso di ricevimento entro 2 giorni dal rilascio, e quindi, una volta caricato sul sistema, è automaticamente inoltrato all’Inps.
Il documento consta di 2 “parti”: il certificato vero e proprio, che specifica la diagnosi, e l’attestato, ossia la copia per il datore, che invece la omette. Tranne che per quest’ultimo elemento, il contenuto è identico e riporta: i dati del medico; la prognosi (inizio e termine previsto dell’assenza); se si tratta di inizio, continuazione o ricaduta; se si tratta di visita ambulatoriale o domiciliare; i dati del lavoratore nonché residenza o domicilio abituale, completo di indirizzo; infine, in caso di reperibilità presso altro luogo: l’indirizzo nonché il nominativo indicato presso l’abitazione, se questo è differente da quello noto al datore.
E’ onere del lavoratore farsi rilasciare dal medico il numero di protocollo del certificato e inoltrarlo al datore, il quale acquisisce, tramite tale elemento, copia dell’attestato di malattia, salvo che non ne abbia chiesto all’Inps l’invio direttamente tramite PEC.
A questo punto il datore può chiedere che sia effettuata – tranne le ipotesi di esenzione disciplinate dal D.M. 11 gennaio 2016 – la visita domiciliare di controllo e, in caso di assenza del lavoratore all’indirizzo indicato sul certificato, viene disposta la visita ambulatoriale, fermo restando che, in caso di assenza ingiustificata, è possibile attivare anche il procedimento disciplinare.
 
A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

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