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Anticipo del TFR: nessuna novità per casa e spese mediche

16/04/2015
Anticipo del TFR: nessuna novità per casa e spese mediche
Gestione delle paghe
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Anche se la legge di stabilità ha introdotto nuove disposizioni, che operano fino al giugno del 2018 per l’erogazione in busta paga della quota mensile maturanda del TFR, non va dimenticato che resta in vigore quanto previsto dall’articolo 2120 del codice civile: tale norma consente al dipendente, che abbia maturato almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, di chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, un’anticipazione non superiore al 70% sul (complessivo) trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta.

La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:

a) eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;

b) acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile, o con altri mezzi idonei a dimostrare l’effettività dell’acquisto, anche se esso non è ancora stato perfezionato con il rogito.

L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti dal trattamento di fine rapporto.

La norma, al fine di tutelare le finanze del datore di lavoro prevede poi un duplice vincolo; infatti le richieste  sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10 per cento degli aventi titolo, e comunque del 4 per cento del numero totale dei dipendenti. Va tuttavia ricordato che condizioni di miglior favore per il dipendente possono essere previste dai contratti collettivi (anche aziendali) o dai patti individuali, i quali potrebbero quindi legittimare la richiesta dell’anticipazione dopo soli 5 anni di servizio, per una quota maggiore del 70% di legge ovvero, ancora, anche per l’acquisto di altri beni (la seconda casa, un’auto, eccetera). I contratti collettivi possono in ogni caso stabilire criteri di priorità per l’accoglimento delle richieste di anticipazione.

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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