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Contratto di prestazione occasionale: così la revoca della comunicazione

Contratto di prestazione occasionale: così la revoca della comunicazione

26/07/2017
Gestione delle paghe

Se la prestazione con il CPO non ha luogo, l’utilizzatore deve comunicare, con piattaforma o contact center Inps, la revoca della dichiarazione già inviata entro i 3 giorni successivi al giorno programmato di svolgimento: in assenza di revoca, l’Inps paga le prestazioni e accredita i contributi e premi entro il giorno 15 del mese successivo.

 

A tale proposito l’Inps (circ. n. 107/2017) ha precisato che la revoca può rendersi necessaria per motivi straordinari (es.: indisponibilità sopravvenuta del prestatore), e che essa va fatta entro le ore 24.00 del 3° giorno successivo a quello previsto per la prestazione: il termine si riferisce alla data di svolgimento della prestazione “giornaliera”. Dopo il 3° giorno successivo a quello previsto per la prestazione, l’Inps integra il compenso pattuito nel primo prospetto paga, trattenendo, contributi, spese e oneri di gestione.

 

Per tutelare il lavoratore, la piattaforma Inps gli invia, con e-mail e/o SMS, quanto segue:

a) dichiarazione trasmessa dall’utilizzatore prima dello svolgimento della prestazione, con l’indicazione dei suoi termini generali;

b) eventuale comunicazione di revoca della dichiarazione trasmessa dall’utilizzatore in caso di mancato svolgimento della prestazione: in tal caso, se la revoca è inviata per una prestazione lavorativa effettivamente svolta, sempre entro le ore 24.00 del 3° giorno successivo, il prestatore, con procedura telematica, può comunicare l’avvenuto svolgimento del lavoro, con diritto all’accredito del compenso;

c) conferma del prestatore o utilizzatore, dell’avvenuta prestazione, che può essere fatta a fine giornata con la procedura Inps. Se è stato comunicato lo svolgimento della prestazione, la procedura non consente all’utilizzatore di trasmettere una revoca per la stessa: la conferma dell’avvenuto svolgimento è disponibile finché la prestazione diventa irrevocabile (ore 24.00 del 3° giorno dopo quello di lavoro); dopo tale termine la conferma non è più disponibile.

 

L’Inps, d’intesa con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, controlla automaticamente le revoche delle comunicazioni già inviate, secondo indicatori di rischio calcolati in funzione della frequenza con cui l’utilizzatore invia le revoche: a fronte di prestazioni realmente svolte, la revoca della dichiarazione preventiva comporta l’applicazione delle sanzioni per lavoro nero.

 

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

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