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Il Contratto di prestazione occasionale in agricoltura

Il Contratto di prestazione occasionale in agricoltura

21/08/2017
Gestione delle paghe

Nel caso delle imprese agricole, la disciplina del “Contratto di prestazione occasionale” (CPO) presenta alcune affinità ma anche significative differenze con quella generale che riguarda i professionisti e le imprese (lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni e altri enti privati). Le disposizioni contenute nell’art. 54-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50 (legge n. 96/2017), sono state recentemente integrate dall’Inps che, con la circolare 5 luglio 2017, n. 107, e il messaggio 12 luglio 2017, n. 2887, ha fornito le proprie indicazioni operative.

 

Divieti – Va anzitutto ricordato che il ricorso a prestazioni occasionali è vietato nei confronti di prestatori con i quali l’utilizzatore abbia in corso (o abbia cessato da meno di 6 mesi) un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Nello specifico, il ricorso al CPO è vietato in generale nelle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da particolari soggetti:

a) pensionati di vecchiaia o invalidità;

b) giovani con meno di 25 anni, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di ogni ordine e grado o l’università;

c) disoccupati;

d) percettori di prestazioni integrative del salario, reddito di inclusione o altre prestazioni di sostegno: l’Inps sottrae dalla contribuzione figurativa per tali prestazioni gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni occasionali.

 

Nota Bene I soggetti di cui sopra non devono risultare iscritti in uno degli elenchi anagrafici comunali degli Operai a Tempo Determinato (OTD) di più recente pubblicazione.

 

La violazione di tale disposizione comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da  500 a 2.500 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione.

 

Limiti di reddito e diritti –  La possibilità di attuare il CPO, in un anno civile (1° gennaio – 31 dicembre), è ammessa nei limiti della tabella che segue: gli importi sono riferiti ai compensi percepiti effettivamente dal prestatore, al netto di contributi, premi e costi di gestione.

 

In capo a ogni prestatore Massimo 5.000 euro, con riferimento a tutti gli utilizzatori
In capo all’utilizzatore Non più di 5.000 euro, con riferimento a tutti i prestatori *
Tra i medesimi utilizzatore e prestatore Non più di 2.500 euro (ne deriva che, se viene utilizzato l’intero importo ammesso, non è possibile occupare più di 2 prestatori)
* Si computano per il 75% del loro importo, con riguardo alla possibilità, per l’utilizzatore, di erogare compensi totali fino a 5.000 euro, i compensi erogati a: pensionati di vecchiaia o invalidità; giovani con meno di 25 anni (24 anni e 364 giorni), iscritti a un istituto scolastico o università; disoccupati; percettori di prestazioni integrative del salario, REI o sostegno del reddito. In tali ipotesi, quindi, il limite totale per l’utilizzatore sale a 6.666 euro ma solo verso i prestatori “pensionati”, “studenti” ecc., non cambia invece il valore massimo che ogni prestatore può ricevere da un singolo utilizzatore (2.500 euro nell’anno) o quello totale che egli può percepire (5.000 euro).

 

I compensi percepiti dal prestatore non sono soggetti a Irpef, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili nel reddito necessario per il permesso di soggiorno. Egli ha diritto ad: assicurazione IVS (gestione separata); assicurazione infortuni; riposo giornaliero, pause e riposi settimanali. Per la tutela della salute e sicurezza le norme del D.Lgs. n. 81/2008, e le altre leggi speciali, si applicano se il committente è un imprenditore o professionista.

 

Registrazione – Per accedere al CPO, utilizzatori e prestatori devono registrarsi e svolgere gli adempimenti, sulla “piattaforma informatica Inps”, accessibile on line al servizio Prestazioni Occasionali, che supporta l’erogazione e l’accreditamento dei compensi con un sistema di pagamenti elettronico. La registrazione e la comunicazione dei dati possono essere svolti:

a) dall’utilizzatore/prestatore, accedendo con le credenziali personali (PIN Inps, SPID o CNS);

b) tramite il contact center Inps, con le credenziali personali di cui sopra;

c) dagli intermediari di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12 (es.: consulente del lavoro).

All’atto della registrazione, utilizzatori e prestatori forniscono le informazioni per la gestione del rapporto e degli adempimenti. I prestatori devono indicare l’Iban del conto corrente bancario/postale, libretto postale o carta di credito, su cui l’Inps eroga il compenso. In mancanza di Iban, l’Inps eroga il compenso con bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici postali, con oneri a carico del prestatore (2,60 euro).

 

Versamento dei fondi – Se il committente vuole alimentare il “conto” per remunerare le prestazioni occasionali con il mod. “F24 Versamenti con elementi identificativi”, deve indicare la causale contributo “CLOC” (“Finanziamento del contratto di lavoro occasionale – art. 54-bis D.L. n. 50/2017”). In alternativa sono ammessi strumenti di pagamento elettronico con addebito in c/c o su carta di credito/debito, con la modalità “pagoPA” di Agid, dal Portale dei Pagamenti Inps con le credenziali dell’utilizzatore (PIN Inps, CNS o SPID): tali somme sono utilizzabili per remunerare le prestazioni occasioni entro 7 giorni. Per il CPO, la misura dei versamenti è individuata dall’utilizzatore: ogni pagamento alimenta il suo portafoglio virtuale.

 

CPO in agricoltura: valore della prestazione – Mentre nella generalità dei casi, la misura minima oraria del compenso è pari 9 euro (più 33% per i contributi, 3,5% per assicurazione infortuni e 1% per gli oneri gestionali), in agricoltura la misura minima si ricava dai i minimi mensili degli operai agricoli fissati dal CCNL operai agricoli e florovivaisti 22 ottobre 2014. A tali minimi salariali è aggiunto il cd. 3° elemento retributivo, previsto per gli OTD quale corrispettivo degli istituti riconosciuti agli operai a TI: festività, ferie, 13a e 14a mensilità.

 

Area professionale Compenso minimo
Orario Giornaliero  (durata non superiore a 4 ore)
1a 9,65 euro 38,60 euro
2a 8,80 euro 35,20 euro
3a 6,56 euro 26,24 euro

 

La misura del compenso minimo giornaliero si applica a prestazioni di durata non superiore a 4 ore giornaliere: le parti possono liberamente prevedere compensi superiori a quelli minimi.

 

Comunicazione anticipata – Almeno 60 minuti prima che inizi la prestazione, l’utilizzatore deve trasmettere, sulla piattaforma o al contact center Inps, una dichiarazione che indichi:

a) i dati identificativi del prestatore;

b) il luogo di svolgimento della prestazione;

c) la durata della prestazione, collocata entro un periodo massimo di 3 giorni consecutivi;

d) il compenso pattuito, in misura non inferiore a quello minimo previsto dal CCNL per prestazioni di 4 ore di durata nella giornata (non più di 4 ore continuative).

Il prestatore riceve notifica con sms o e-mail. Le violazioni inerenti la comunicazione anticipata sono punite con una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro, per ogni prestazione giornaliera. L’utilizzatore deve dichiarare se il prestatore è: pensionato; studente con meno di 25 anni; disoccupato; percettore di prestazioni integrative, REI o altre.

Se l’arco temporale della prestazione indicato nella comunicazione è a cavallo di 2 due mesi, il compenso sarà pagato il mese successivo alla fine dell’arco temporale indicato (es. prestazione dal 30 settembre al 2 ottobre 2017, pagamento entro il 15 novembre 2017).

 

Conversione del CPO – Se l’utilizzatore, nei confronti del medesimo prestatore, supera il limite di 2.500 euro di compensi o quello di ore lavorate (ottenuto dividendo 2.500 euro per il valore orario della prestazione stabilito dal CCNL), il rapporto si trasforma in un contratto a tempo pieno e indeterminato.

 

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

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