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Incentivo Occupazione Mezzogiorno: le istruzioni Inps

Incentivo Occupazione Mezzogiorno: le istruzioni Inps

03/04/2018
Gestione delle paghe

Accanto all’esonero contributivo della legge di bilancio 2018, e all’incentivo per i NEET, il decreto ANPAL 2 gennaio 2018, n. 2 (rettificato dal decreto n. 81/2018), ha introdotto il nuovo “Incentivo Occupazione Mezzogiorno”, che può arrivare a 8.060 euro per 1 anno, illustrato dall’Inps con la circolare 19 marzo 2018, n. 49. L’agevolazione spetta nei limiti delle risorse stanziate, che potrebbero salire fino a 500 milioni di euro complessivi.

 

Soggetti interessati – Sono potenziali fruitori del bonus tutti i datori privati, anche non imprenditori: associazioni culturali, politiche, sindacali o di volontariato; studi professionali; aziende speciali (anche consortili); consorzi di bonifica e industriali; enti morali/ecclesiastici.

Il bonus riguarda i disoccupati, e cioè i soggetti privi di impiego in possesso della DID (salva la trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine) e di altri requisiti, a seconda dell’età e del rispetto o meno dei limiti del de minimis (cfr. tabella). Inoltre, sempre salva la trasformazione a TI, nei 6 mesi prima dell’assunzione, il soggetto non deve aver avuto un rapporto di lavoro subordinato con lo stesso datore che lo assume. Lo sgravio è escluso anche se il lavoratore, nei 6 mesi precedenti, ha lavorato per una società controllata dal datore a lui collegata o, comunque, facente capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto. Per lo stesso lavoratore l’incentivo spetta 1 sola volta: dopo la prima concessione non saranno rilasciate autorizzazioni per altre assunzioni presso lo stesso o altro datore.

 

NUOVA ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO: REQUISITI
Età De minimis Requisiti richiesti
16 – 24 anni Entro No rapporto con stesso datore negli ultimi 6 mesi + DID
Oltre No rapporto con stesso datore negli ultimi 6 mesi + DID + Incremento occupazione
25 – 34 anni Entro No rapporto con stesso datore negli ultimi 6 mesi + DID
Oltre * No rapporto con datore negli ultimi 6 mesi + DID + Incremento occupazione + requisiti ex art. 7, co. 6, decreto ANPAL n. 2/2018
Da 35 anni in su Entro No rapporto con stesso datore negli ultimi 6 mesi + DID + privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi
Oltre No rapporto con datore negli ultimi 6 mesi + DID + privo impiego regolarmente retribuito 6 mesi + Incremento occupazione
Tra 25 e 34 anni, l’incentivo spetta solo se, oltre a incremento occupazionale, in alternativa, il lavoratore: è privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi; è privo di diploma di istruzione secondaria di 2° grado, qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale; ha completato la formazione a tempo pieno da non più di 2 anni e non ha ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito; è assunto in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori dello Stato o in settori economici in cui vi è tale differenziale di almeno il 25%.

 

Invece, se il contratto è “trasformato” a TI, a seconda dell’età del lavoratore vale quanto segue:

  1. a) tra i 16 e i 24 anni: rispetto del de minimis o, in alternativa, incremento dell’occupazione;
  2. b) tra 25 e 34 anni; rispetto del de minimis o, in alternativa, incremento dell’occupazione più almeno 1 requisito tra quelli di cui all’art. 7, co. 6, del decreto ANPAL n. 2/2018;
  3. c) più di 35 anni: rispetto del de minimis e privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, oppure incremento dell’occupazione più privo di impiego retribuito da almeno 6 mesi.

 

Regioni interessate – L’incentivo spetta se la prestazione è resa in una regione “meno sviluppata”: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; o “in transizione”: Abruzzo, Molise e Sardegna; indipendentemente dalla residenza del dipendente e dalla sede legale del datore.

Se il luogo di lavoro viene spostato fuori da una di tali regioni, l’agevolazione non spetta dal mese di paga successivo: nessun problema, invece, per gli spostamenti nell’ambito delle regioni previste (per i datori con sede legale in un’altra regione, si vedano le istruzioni Inps).

 

Rapporti incentivati ed esclusi – L’incentivo è riconosciuto per le assunzioni effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018, nei seguenti casi: assunzioni a tempo indeterminato, inclusa la somministrazione; trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine; apprendistato professionalizzante; rapporti subordinati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro. Invece, nulla spetta nei seguenti casi: contratto di lavoro domestico e intermittente (anche a TI), prestazioni occasionali, apprendistato del I e III tipo.

 

Assetto e misura – L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore (esclusi premi e contributi Inail) fino a 8.060 euro annui, riparametrati e applicati su base mensile (12 mensilità) e fruibile entro il 29 febbraio 2020. La soglia massima di esonero per il periodo di paga mensile è 671,66 euro (8.060 : 12) e, per i rapporti instaurati o risolti nel mese, ammonta a 21,66 euro (euro 671,66 : 31) per giorno di fruizione (per i part time il massimale va ridotto in proporzione). In caso di cumulo con l’esonero della legge di bilancio 2018, il massimo di 671,66 euro include anche del beneficio a tale titolo, fino a 250 euro su base mensile (per i contributi esclusi dall’esonero si veda la circolare Inps n. 49/2018).

L’esonero spetta se sono rispettate tutte le condizioni di cui all’art. 1, co. 1175 e 1176, della legge n. 296/2006, e quindi: regolarità contributiva; rispetto norme di tutela delle condizioni di lavoro; rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché regionali, territoriali o aziendali, ove sottoscritti, stipulati dalle OO.SS. dei datori e lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione ex art. 31 del decreto legislativo n. 150/2015 (diritti di precedenza e così via).

 

Cumulabilità – Il decreto ANPAL 2/2018 consente di cumulare l’Incentivo Sud con l’esonero per l’occupazione stabile ex art. 1, co. 100, della legge bilancio 2018 (50% dei contributi a carico datore, fino a 3.000 euro l’anno, per 3 anni), ove si tratti di giovani che non abbiano compiuto 30 anni (29 anni e 364 giorni); nel 2018 il limite è pari a 35 anni non compiuti.

Se l’assunzione, effettuata ai sensi della legge di bilancio 2018, consente di accedere anche all’Incentivo Sud, esso è fruibile per la parte residua, fino al 100% dei contributi a carico datore (no Inail), fino a 8.060 annui, da riparametrare su base mensile (671,66 euro x 12).

Quindi, in caso di cumulo, la soglia massima annua di esonero della contribuzione (per l’incentivo Sud) è di 5.060 euro (8.060 meno 3.000 euro per l’esonero della legge di bilancio), per un massimo, riparametrato su base mensile, di 421,66 euro (5.060 : 12) e, per rapporti instaurati o risolti nel mese, fino a 13,60 euro (421,66 : 31) per ogni giorno di fruizione.

 

ESEMPI: CUMULO TRA ESONERO 2018 E INCENTIVO SUD (IOM)
Contributi datore Esonero legge
bilancio 2018
Incentivo Occupazione
Mezzogiorno (IOM)
400 euro mensili 50% contribuzione, massimo 200 euro/mese Contribuzione restante: Incentivo Occupazione Mezzogiorno per un ammontare mensile di 200 euro.
600 euro mensili 50% contribuzione, massimo mensile 250 euro Contribuzione restante: IOM, esponendo a tale titolo l’importo totale di 350 euro (50 euro non conguagliati con esonero + 300 euro).
800 euro mensili 50% contribuzione, massimo mensile 250 euro Contribuzione restante: IOM, fino all’importo massimo mensile che, in cumulo con l’esonero è 421,66 euro; l’importo con 2 agevolazioni è 250 euro per esonero 2018 + 421,66 euro per IOM.

 

Rinvio – Infine, data la lunghezza della circ. n. 49, si rinvia al suo testo integrale per quanto concerne: adempimenti dei datori e procedimento di ammissione; verifiche, autorizzazioni o rigetti delle domande; modalità pratiche di fruizione del beneficio; infine, esposizione dei dati.

 

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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