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La notifica in proprio via PEC – V parte

La notifica in proprio via PEC – V parte

24/03/2016
Digitalizzazione

Ormai giunti all’ultima parte della nostra guida passo passo alla notificazione in proprio via PEC (per la precedenti sezioni rimando alla lettura di questi contenuti: prima parte,  seconda parteterza parte, quarta parte) ci occuperemo infine del deposito in giudizio delle ricevute PEC della notificazione.

Innanzitutto, quindi, procederemo alla redazione di una così detta “nota di deposito” da utilizzare come atto principale della busta telematica che conterrà le ricevute delle email.

Utilizzeremo una nota di deposito e non direttamente la chiamata in causa del terzo (oggetto del nostro caso di studio) come atto principale della busta, poiché tale atto non era l’unico atto oggetto della notificazione di esempio.

Come ricorderete, infatti, avevamo provveduto alla notificazione di un atto nativo digitale, ossia la chiamata in causa del terzo, ma anche di un documento scansionato, cioè la copia del verbale di udienza con il quale si autorizzava la citazione del terzo.

Per tale ragione, non potendosi – almeno in via univoca – riferire le due ricevute di PEC ad un solo ed unico atto notificato, è preferibile utilizzare un generico atto di deposito per la produzione in giudizio.

L’atto de quo non è soggetto a particolari formalità, bastando che sia – come ogni altro atto principale di busta telematica – un file pdf di natura testuale e quindi non scansionato.

Per la redazione dell’atto utilizzeremo l’apposita applicazione reperibile sul portale gratuito “diritto pratico” con – però – una precisazione doverosa, non essendovi formalismi particolari da rispettare in ordine al contenuto del documento, lo stesso potrà comunque essere redatto in modo assolutamente libero da parte del Professionista depositante anche senza l’ausilio di applicazioni specifiche .

Accediamo quindi al portale attraverso questo indirizzohttp://apps.dirittopratico.it/ e selezioniamo la voce “devo depositare le mail relative ad una notifica eseguita via PEC” ( Figura 1, selezione rossa).

 

 FIGURA 1

Figura-1-deposito-PEC

 

 

Nella schermata successiva potremo subito iniziare ad inserire i dai relativi alla notificazione, cominciando – in primis – dai dati del fascicolo telematico  (Figura 2, selezione verde).

 

FIGURA 2

Figura-2- deposito-PEC

Proseguendo dovremo poi inserire i dati delle parti (Figura 3, selezione blu) e di seguito i dati della notificazione ( Figura 4, selezione rossa).

 

 FIGURA 3

Figura-3-Deposito-PEC

 

 FIGURA 4

Figura-4-deposito-PEC

 

L’applicazione, qualora avessimo notificato più di un atto o di un provvedimento, ci consentirà di aggiungere ulteriori campi per la descrizione dei file contenuti nella mail di notificazione.

Nel caso oggetto di esempio avevamo notificato il verbale autorizzativo alla chiama in causa e l’atto di citazione per chiamata in causa del terzo, quindi, cliccando sul bottone “aggiungi un nuovo documento” (Figura 4, selezione blu), il sistema ci darà la possibilità di inserire la descrizione del secondo documento.

Dopo aver compilato tutti i campi non dovremo far altro che premere il bottone “elabora i dati” (Figura 5, selezione rossa) per avviare il procedimento di creazione della nota di deposito.

 

FIGURA 5

Figura-5-Deposito-PEC

 

L’applicazione restituirà quindi una bozza di testo editabile che potremo modificare, a nostro piacimento (Figura 6), prima di premere il bottone “scarica il documento in formato PDF” (Figura 7, selezione blu)

 

 

FIGURA 6

deposito PEC 6

 

 

FIGURA 7

Figura-7-deposito-PEC

 

 

Una volta scaricata la nostra nota di deposito in formato PDF ed averla salvata nella cartella della pratica, potremo procedere al deposito digitale dell’atto notificato.

Per l’esempio odierno utilizzeremo il software gratuito SLPCT, liberamente scaricabile dal sito ufficiale del produttore (http://www.slpct.it/) e presente nel gestionale “Studio” della Sistemi S.p.a.

Dopo aver avviato il software ed aver indicato un nome generico per il deposito che ci apprestiamo ad eseguire (Figura 8, selezione rossa) dovremo selezionare dal successivo elenco la busta “atto generico” (Figura 8, freccia verde) e quindi cliccare sul bottone “avanti”.

 

FIGURA 8

Figura-8-deposito-PEC

 

Nella successiva schermata dovremo inserire i dati relativi alla procedura e quindi, Tribunale di riferimento (Figura 9, selezione rossa), numero di ruolo ed anno (Figura 9, selezione verde).

 

FIGURA 9

Figura-9-deposito-PEC

 

 

Dopo aver cliccato nuovamente sul tasto “avanti”, il software ci permetterà di inserire delle brevissime note descrittive dell’atto che stiamo depositando.

Onde evitare errori di sistema, raccomando di non inserire caratteri non standard (come ad esempio quelli indicati di seguito: °\/#) e di non eccedere con il numero dei caratteri. (Figura 10)

 

FIGURA 10

Figura-10-deposito-PEC

 

Le successive due schermate, relative alla “domanda” ed alla specificazione del deposito nel caso di istanza, potranno essere lasciate in bianco.

Proseguendo quindi con il tasto avanti, giungeremo infine alla pagina di caricamento di atti e documenti.

In primis dovremo procedere all’inserimento dell’atto principale della busta telematica, ossia, la nota di deposito precedentemente predisposta, per farlo dovremo semplicemente cliccare sul bottone “imposta” e selezionare, dalla cartella della pratica di riferimento, il documento de quo (Figura 11, freccia rossa).

 

FIGURA 11

Figura-11-deposito-PEC

 

 

Una volta caricato l’atto principale della busta, dovremo procedere all’upload degli allegati, ossia, degli atti notificati (la chiamata in causa del terzo ed il verbale autorizzativo), delle ricevute PEC di accettazione e consegna ed opzionalmente della relata di notificazione (allegazione che personalmente consiglio sempre pur essendo il documento già contenuto nella ricevuta di avvenuta consegna).

Per farlo dovremo premere il bottone “allega” (Figura 11, freccia verde) e procedere alla specificazione del tipo di allegato.

Il sistema consentirà la selezione di diverse tipologie di allegato, fra le quali sono presenti anche le ricevute delle notificazioni inoltrate via PEC; nel caso di specie, però, consiglio di allegare le ricevute come allegati semplici e non come allegati qualificati, essendo l’atto principale una semplice nota di deposito e non l’atto oggetto di notificazione.

Qualora, invece, avessimo notificato unicamente un atto nativo digitale, come nel caso di un’opposizione a decreto ingiuntivo, al momento dell’iscrizione a ruolo digitale della procedura, avremmo dovuto inserire quale atto principale il file firmato digitalmente oggetto della nostra notificazione e, quali allegati specifici, le ricevute di accettazione e consegna.

Nel caso di specie, come detto, selezioneremo “allegato semplice” (Figura 12, freccia rossa) e di seguito “conferma” (Figura 12, freccia verde).

 

FIGURA 12

Figura-12-deposito-PEC

 

Preciso che SLPCT, a partire dalla versione 1.4.8, consente l’inserimento anche di un’attestazione di conformità automatica per i documenti che la richiedano ma, nel caso di specie, assolutamente non necessaria.

Le ricevute di accettazione e consegna, come anche gli atti notificati, saranno a tutti gli effetti dei duplicati informatici (assimilabili quindi a degli originali) dei documenti inviati telematicamente al terzo chiamato e non necessiteranno di attestazione alcune.

Una volta proceduto al caricamento di tutti gli atti e documenti che compongono la nostra busta digitale, dovremo procedere alla sottoscrizione ed alla creazione materiale della busta.

Dopo aver premuto, appunto, il bottone “firma e crea busta”, verrà visualizzata la schermata relativa alla sottoscrizione dei documenti. Il sistema consente ci consentirà d: firmare tutto, firmare singolarmente, firmare esternamente i file.

Nel caso di specie provvederemo a selezionare “firma tutto” (Figura 13, freccia rossa) e, di seguito, “solo il necessario” (Figura 13, freccia verde)

 

FIGURA 13

Figura-13-deposito-PEC

 

Il software, a questo punto, ci chiederà di visualizzare il confronto fra il file datiatto.xml, creato durante la redazione della nostra busta telematica, e l’atto principale della busta stessa.

Dopo aver premuto “visualizza confronto” (Figura 14, selezione rossa), SLPCT aprirà automaticamente una schermata di visualizzazione (Figura 15) che, dopo aver effettuato un controllo visivo sul corretto inserimento dei dati e dell’atto principale, dovremo provvedere a chiudere.

 

FIGURA 14

Figura-14-deposito-PEC

FIGURA 15

Figura-15-deposito-PEC

 

 

A questo punto potremo procedere a spuntare la casella “conformità verificata” (Figura 16, selezione rossa) ed a cliccare sul bottone “chiudi” (Figura 16, freccia verde). Il sistema, quindi, richiederà l’inserimento del pin della firma digitale (che dovrà essere stata previamente collegata al computer) e procederà alla sottoscrizione unicamente del file “datiatto.xml” e della nota di deposito.

La chiamata in causa del terzo notificata, invece, sarà stata allegata già sottoscritta dal difensore notificante, poiché firmata prima dell’allegazione alla PEC, così come per la relata di notificazione che, come detto più sopra, potrà opzionalmente essere stata allegata alla busta telematica come file a sé stante, pur essendo già contenuta fra gli allegati della ricevuta di consegna.

 

FIGURA 16

Figura-16-deposito-PEC

 

 

Ultimata la procedura di sottoscrizione, dovremo semplicemente premere il bottone “crea busta” ed attendere il completamento delle operazioni di crittografazione.

Una volta conclusa la procedura, potremo procedere al salvataggio della busta telematica (tramite un click sul bottone “salva busta in” – Figura 17, freccia rossa) per poi provvedere all’invio tramite webmail, oppure premere il tasto “invia busta” (Figura 17, freccia verde) ed inviare automaticamente tramite il programma di posta elettronica predefinito del computer che dovrà – però – essere stato precedentemente configurato con il nostro account PEC.

 

FIGURA 17

 

Figura-17-deposito-PEC

 

 

 

A cura di Luca Sileni – Avv.to iscritto all’ordine di Grosseto referente informatico dell’ODA di Grosseto e Segretario del Centro Studi Processo Telematico.

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