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Mansioni e controlli a distanza: cambiamenti in vista nel Jobs Act

Mansioni e controlli a distanza: cambiamenti in vista nel Jobs Act

19/12/2014
Gestione delle paghe

Le vecchie regole per i controlli a distanza, ossia quelle contenute nell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, non sono adeguate ai tempi e ai nuovi metodi e strumenti di lavoro: smartphone, sistemi di localizzazione satellitare (Gps), e-mail e così via non esistevano nel 1970. Nel Jobs Act si prevede quindi la revisione della disciplina dei controlli a distanza sugli impianti e gli strumenti di lavoro (e non direttamente sui lavoratori), tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive e organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore. Ricordiamo che, fino ad oggi, gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive o dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati solo previo accordo con le RSA o RSU; in difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede la DTL, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.

Anche l’esercizio dello jus variandi, ossia del potere del datore di lavoro di modificare le mansioni, diventerà più agevole. La delega conferita al Governo contempla infatti la revisione della disciplina delle mansioni (art. 2013 del codice civile), nel caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale individuati sulla base di parametri oggettivi, contemperando l’interesse dell’impresa all’utile impiego del personale con quello del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita ed economiche, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento. Non solo: la contrattazione collettiva, anche aziendale o di secondo livello, stipulata con le organizzazioni sindacali dei lavoratori più rappresentative sul piano nazionale a livello interconfederale o di categoria potrà individuare ulteriori ipotesi rispetto a quelle previste appena sopra.

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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