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Offerta di conciliazione più costosa

Offerta di conciliazione più costosa

07/12/2018
Gestione delle paghe

La conversione del decreto legge 12 luglio 2018, n. 87 (legge n. 96/2018), ha procurato più di qualche mal di pancia ai datori di lavoro. Infatti, dopo che il decreto ha “alzato” i risarcimenti da licenziamento illegittimo da 4 a 6 mensilità (nel minimo) e da 24 a 36 mensilità (nel massimo) per i datori di maggiori dimensioni (portando da 2 a 3 mensilità il minimo per le PMI), anche l’importo dell’offerta di conciliazione è stato rivisto dal 12 agosto 2018.

 

In pratica, come dispone l’art. 6 del D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23 (modificato dal D.L. n. 8772018), in caso di licenziamento dei lavoratori soggetti al contratto a tutele crescenti, per evitare il giudizio e fermo che le parti possono addivenire a ogni altra modalità di conciliazione prevista dalla legge, il datore può offrire al lavoratore, entro i termini di impugnazione del licenziamento (cioè entro 60 giorni), in sede protetta o davanti a una commissione di conciliazione, un importo che non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF e non è soggetto a contribuzione previdenziale, pari a 1 mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 3 (prima solo 2) e non superiore a 27 mensilità (prima solo 18), consegnando al lavoratore un assegno circolare.

 

L’accettazione dell’assegno in tale sede da parte del lavoratore comporta l’estinzione del rapporto alla data del licenziamento e la rinuncia all’impugnazione del licenziamento anche ove il lavoratore l’abbia già proposta. Le eventuali ulteriori somme pattuite nella stessa sede conciliativa a chiusura di ogni altra pendenza derivante dal rapporto di lavoro sono soggette al regime fiscale ordinario. Tale impianto, infine, non è stato “toccato” dalla sentenza n. 194/2018 della Corte Costituzionale.

 

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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