Lavoro e HR

Tempo di lettura:

Tempo di lettura:

Tutela Inail anche per l’infermiere che rifiuta il vaccino anti-Covid-19

Mentre prosegue il Piano di vaccinazione nazionale, facciamo il punto su come procedere verso gli infermieri, e più in generale i lavoratori, che scelgono di non vaccinarsi. L’Inail, in una nota, fa il punto sulla copertura assicurativa del lavoratore non vaccinato nel caso in cui dovesse ammalarsi di Covid-19.

Un ospedale ha chiesto all’Inail quali provvedimenti adottare per gli infermieri che non aderiscono al piano vaccinale anti-Covid-19 e se la malattia infortunio sia ammissibile o no alla tutela Inail nel caso in cui il personale infermieristico (ma non solo) che non ha aderito alla profilassi vaccinale, dovesse contrarre il Coronavirus. A tale riguardo l’Inail, con nota 1° marzo 2021 n. 2402, ha precisato che:

  1. l’assicurazione Inail opera al ricorrere dei presupposti previsti direttamente dalla legge;
  2. il rifiuto di vaccinarsi non può configurarsi come assunzione di un rischio elettivo, perché il rischio di contagio non è certamente voluto dal lavoratore;
  3. al momento, le norme vigenti non prevedono un obbligo specifico del lavoratore di aderire alla vaccinazione; infatti l’art. 279 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, stabilisce che il datore, su conforme parere del medico competente, adotta misure protettive particolari […] tra cui “a) la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente”, ma non prevede l’obbligo del lavoratore di vaccinarsi;
  4. in materia di trattamenti sanitari opera, tra l’altro, la riserva assoluta di legge ex art. 32 della Costituzione, secondo cui “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

In sostanza, il rifiuto di vaccinarsi, configurandosi come esercizio della libertà di scelta del singolo rispetto a un trattamento sanitario, ancorché fortemente raccomandato dalle autorità, non può costituire una condizione a cui subordinare la tutela assicurativa dell’infortunato, posto però che quanto sopra non comporta l’automatica ammissione a tutela del lavoratore che abbia contratto il contagio e non si sia sottoposto alla profilassi vaccinale in quanto occorre comunque accertare concretamente la riconduzione dell’infortunio all’occasione di lavoro.

Email per categoria

Se vuoi essere aggiornato sui contenuti della rubrica "Lavoro e HR", lascia la tua mail.

Registrandoti confermi di aver letto ed accettato la privacy *