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AdWords per la rete Display di Google

AdWords per la rete Display di Google

09/05/2016
Idee digitali

Annunci, posizionamenti e targeting. I passaggi utili per creare campagne sulla Rete Display.

 

Dopo aver esplorato la possibilità di creare campagne sulla Rete di Ricerca di Google, oggi approfondiamo un altro tipo di “posizionamento” per le campagne, dato dalla Rete Display.

 

RETE DISPLAY  

È una rete che comprende un gruppo di oltre un milione di siti web, video e applicazioni su cui pubblicare gli annunci AdWords pertinenti. Tra i siti web specifici di Google rientrano ad esempio Google Finanza, Gmail, Blogger e YouTube.

 

Quando e perché

Dato che questa rete raggiunge il 90% degli utenti Internet del mondo e comprende oltre due milioni di siti publisher, (es. NY Times), è uno strumento che aiuta a diffondere il proprio messaggio ad un elevato numero di clienti e per questo motivo viene di solito utilizzata per dare visibilità al proprio marchio e fare un’operazione di brand awareness

Al tempo stesso, permette di fare delle campagne molto mirate e funzionanti per interessi, avvalendosi della possibilità di scegliere su quali siti o pagine far comparire gli annunci oppure a quali segmenti di pubblico rivolgersi.

Può essere quindi utilizzata per coinvolgere nuovi clienti, per fidelizzare quelli esistenti, ma anche per vendere più prodotti o servizi a target specifici.

 

Tipi di annunci

Oltre agli annunci di testo, che abbiamo visto anche per la Rete di Ricerca di Google, i siti della Rete Display mostrano anche altri tipi di annunci più accattivanti, tra cui: 

  • annunci illustrati (con foto o illustrazioni);
  • annunci rich-media (con animazioni o altri tipi di movimento);
  • annunci video.


Posizioni e Targeting 

Individuare il proprio pubblico su una rete così vasta non è sempre facile. Per questo motivo, la Display consente di mostrare il proprio messaggio in vari modi:

  • targeting contestuale: gli annunci vengono mostrati in base alle parole chiave e agli argomenti, in modo da catturare un pubblico realmente interessato, con più probabilità di intraprendere un’azione.
  • Posizionamenti gestiti: è un targeting per posizionamento manuale che consiste nello scegliere pagine o siti web pertinenti su cui pubblicare i propri annunci, in base al migliore abbinamento possibile.
  • Segmenti di pubblico: funziona attraverso la scelta del target più adatto. Per promuovere, ad esempio, la brand awareness, si utilizzeranno segmenti di pubblico di affinità. Per raggiungere il maggior numero possibile di potenziali clienti con un’affinità verso un’area di prodotti specifica, si potrà optare per i segmenti di pubblico di affinità personalizzati. Invece, per raggiungere segmenti di pubblico specifici e attivi negli acquisti di un prodotto o servizio, si utilizzano i segmenti di pubblico in-market.
  • Categorie di interesse: gli annunci possono essere mostrati alle persone che hanno dimostrato un interesse specifico, indipendentemente dal fatto che gli annunci siano correlati all’argomento particolare della pagina o dell’applicazione su cui si trovano. 
  • Remarketing: permette di raggiungere persone che hanno visitato il proprio sito web in precedenza creando appunto una campagna dedicata solo a questi. 


Uno strumento gratuito e molto utile al riguardo è il pianificatore che aiuta a pianificare le proprie campagne generando le idee per le parole chiave da usare, per il targeting e i posizionamenti, ma anche le stime delle impressioni e i costi storici. Le prime indicano in che modo le idee possono rendere sulla base dei risultati precedenti, mentre i secondi mettono in evidenza le idee compatibili con il proprio budget.

 

Budget e Offerte

Come abbiamo già visto, non esiste un impegno di spesa minimo perché si può definire un budget giornaliero per ogni campagna in base a quelli che sono i propri obiettivi pubblicitari e all’importo che si è disposti a spendere giornalmente. 

Abbiamo evidenziato come AdWords intervenga per consigliare un budget in base ad una stima dell’importo necessario per soddisfare il numero di clic che gli annunci potrebbero ricevere in un giorno e al volume di traffico disponibile per le parole chiave correnti.

Essendo la Rete Display più vasta, le percentuali di clic previste sono spesso inferiori rispetto alla Rete di Ricerca. Per questo motivo sulla Rete Display è possibile impostare un’offerta CPC massimo solo per i clic ricevuti, al fine di garantire un maggior controllo sui costi.

Infatti, come per la Rete di Ricerca, anche in questo caso la posizione degli annunci rispetto a quella degli annunci di altri inserzionisti si basa sul ranking che a sua volta è basato appunto sull’offerta CPC massimo e sul punteggio di qualità. Questo significa che se il proprio annuncio ha un punteggio di qualità più elevato rispetto al punteggio dell’inserzionista immediatamente successivo, il proprio ranking potrebbe essere superiore, anche se l’offerta dell’inserzionista è più alta.

Oltre che sul CPC, le offerte nel caso della Rete Display possono basarsi anche sul CPM (costo per mille impressioni), il che significa che si paga in funzione del numero di visualizzazioni degli annunci generate.

Sia durante che al termine della campagna, il raggiungimento degli obiettivi, come abbiamo già visto, potrà essere seguito e monitorato passo dopo passo, grazie alla presenza di rapporti dettagliati sull’attività

Nel prossimo articolo sul tema, entreremo più nel dettaglio dei temi riguardanti il budget e le offerte.

 

 

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Idee Digitali è la nuova rubrica del portale Sistemiamo l’Italia, pensata con l’obiettivo di offrire agli studi professionali e alle PMI consigli utili su come utilizzare i social network e sfruttare le possibilità offerte dal web per migliorare la comunicazione digitale, apportando vantaggi alla propria professione.

A cura di Eggers 2.0.

 

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