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Documento del CNDCEC in tema di aggregazione e digitalizzazione negli studi

Documento del CNDCEC in tema di aggregazione e digitalizzazione negli studi

28/08/2019
Digitalizzazione

Pubblicato nei primi giorni di agosto un interessante documento a cura del  Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti, ad oggetto “Il processo di aggregazione e la digitalizzazione negli studi professionali”.

Il documento, dopo aver fotografato l’attuale livello di aggregazione degli studi professionali ed analizzato come la digitalizzazione di questi anni stia impattando sul mercato dei servizi professionali, esamina come la strategia dell’aggregazione sia una variabile di successo dello studio, proponendo altresì un modello alternativo di aggregazione basato sulla digitalizzazione negli studi.

Nel documento vi sono almeno cinque punti che ritengo utile evidenziare:

  • A fronte di 118.639 Commercialisti iscritti all’Albo, sono stimati poco più di 64.000 studi professionali e circa 238 mila addetti, con una media di 3,7 addetti per singolo studio;
  • Il 61,3% dei Commercialisti esercita in uno studio individuale, mentre solo il 18,2% esercita la professione in forma associata (gli studi associati sono poco più di 5.000);
  • Il Commercialista che esercita la professione in forma associata ha un reddito medio pari a ben 125 mila euro (volume d’affari 245 mila euro), contro i 49 mila euro di chi esercita esclusivamente in forma individuale (volume d’affari 80 mila euro);
  • Con riguardo alla durata media delle competenze, negli anni 80 le competenze legate all’attività lavorativa avevano una durata media di circa 30 anni, mentre dal 2010 non si superano 5 anni, il che significa che ad oggi è necessario aggiornare significativamente le proprie conoscenze almeno 6/8 volte durante la vita professionale;
  • Con riguardo all’ambiente competitivo, la categoria ritiene vi siano nuovi soggetti oltre ai tradizionali, quali le società che svolgono pratiche amministrative (27% dei 3.167 studi intervistati), le banche (19%), l’Agenzia delle Entrate (14%) e le software house (13%).

Il documento evidenzia infine come l’innovazione tecnologia così come la sempre più spinta digitalizzazione dell’attività professionale, consentono ad oggi di adottare modelli di aggregazione “leggeri”, iniziando per esempio con una mera partecipazione dello studio ai professional network, per poi attivare forme di condivisione di competenze e dati, fino ad arrivare a gestire in comune i clienti e le loro esigenze.

Link:   www.cndcec.it  

Umberto Zanini, Dottore Commercialista e Revisore Legale

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