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Fatturazione Elettronica: a che punto siamo?

Fatturazione Elettronica: a che punto siamo?

30/09/2016
Digitalizzazione

Come vi anticipavamo già due anni fa qui e come sicuramente avrete sentito più e più volte, il 31 marzo 2015 è scattato l’obbligo per oltre 750.000 imprese, dalle grandi multinazionali al piccolo artigiano locale, che hanno dovuto adeguarsi alle nuove norme di fatturazione elettronica che implicano l’utilizzo di posta elettronica certificata, firme digitali, e un software per archiviare e conservare i documenti in modo sicuro.
Facciamo una panoramica di questi ultimi due anni: cosa è successo?
A giugno 2015, il Sistema di Interscambio ha ricevuto e correttamente gestito 2.582.170 file fattura. Un anno dopo, giugno 2016, l’SdI ha ricevuto e correttamente gestito 2.603.108 file fattura. Un fenomeno sempre più in crescita, dunque.
Ma ormai la parte di fatturazione elettronica verso la PA sembra essersi assestata e consolidata: quello che ora viene visto come un’importante novità, ma anche una grande opportunità per il mondo delle imprese è la fatturazione digitale B2B. Dal 1 gennaio 2017, i privati, come le Pubbliche Amministrazioni, potranno emettere fatture elettroniche tra loro e osservarne i principi concernenti. Il Sistema Paese, un passo dopo l’altro, sta proseguendo finalmente verso la sua Digitalizzazione.
1 gennaio 2017: una giornata davvero importante perché segnerà l’era della digitalizzazione perché da questa data aziende e studi professionali potranno iniziare ad emettere e conservare anche fatture di natura elettronica, con lo scopo di facilitare lo scambio tra un’impresa e l’altra utilizzando sistemi celeri, digitali e sicuri.
Per prepararci a questa data, dal 30 giugno è partita la fase di test per la fatturazione elettronica per le transazioni commerciali tra imprese, che sarà sperimentata fino a ottobre e che mira a spingere le aziende ad adottare strumenti digitali per gestire l’intero flusso di fatturazione, dall’ordine all’emissione del documento di pagamento. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione di tutti i soggetti passivi IVA il servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche emesse nei confronti della PA e di clienti privati, sia imprese che professionisti, oltre che consentire la memorizzazione e la trasmissione dei dati dei corrispettivi. È possibile trovare gli esempi di fattura elettronica tra privati, le bozze della documentazione tecnica, la descrizione dell’Sdl e del servizio per la fatturazione elettronica tra Partite IVA sviluppato assieme a Sogei, società di Information and Communication Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Provare per credere! A questo link inserendo il codice fiscale, partita IVA, Spid o Carta Nazionale dei Servizi (CNS) è possibile accedere per testare la fatturazione elettronica B2B.
Vi starete domandando: ma qual è l’obiettivo? Perché dover cambiare il proprio modo di fatturare e passare ad un metodo digitale?
L’obiettivo principale è quello di introdurre nelle aziende processi digitali che sostituiscano i metodi di fatturazione e conservazione previsti tradizionalmente. Ma quindi, più che “fattura” sarebbe meglio chiamarla “magia”… Infatti, come per magia, grazie alla fatturazione elettronica, scompariranno tante e tante scartoffie fastidiose, da catalogare e difficili da ritrovare all’occorrenza.
Addio alla carta, addio a mille pratiche cartacee, addio a schedari pieni di fogli volanti! I vantaggi per le aziende sono considerevoli: oltre a tagliare i costi della carta, si ridurrà anche il fenomeno dell’evasione fiscale, concorrenza sleale per i tanti onesti imprenditori e professionisti. Si aggiunge, inoltre, il vantaggio di avere un processo digitale a norma che parte dalla fattura elettronica e arriva alla completa gestione automatica e appunto digitale del ciclo di fatturazione di tutti i documenti ad essa collegati. Del resto la fatturazione elettronica B2B è senza alcun dubbio un vantaggio evidente per tutto il sistema Paese e per le aziende che potranno già dal 1 gennaio 2017 approfittare di questa importante e grande possibilità: digitalizzare i propri processi di business, per aumentarne l’efficacia, la performance e l’interoperabilità tra i sistemi informativi.
Probabilmente starete pensando: ok, molto interessante, ma ci sarà da imparare come utilizzare la fatturazione digitale B2B… che noia! Ancora altre cose da imparare!!
E invece no. Il formato utilizzato per la generazione della fattura B2B sarà quello Xml già definito per la fatturazione obbligatoria verso le PA. Uno dei canali di trasmissione delle fatture così generate sarà quello realizzato attraverso il Sistema di interscambio (Sdi).
Dal 2017, la fatturazione elettronica tra privati è facoltativa, ma in realtà l’Ue vuole che entro il 2020 la fatturazione elettronica sia la principale modalità di fatturare tra le imprese, oltre al fatto che molte PA hanno già introdotto l’obbligo (Danimarca, Italia, Spagna, etc) ed altre lo introdurranno a breve (Francia, Germania, etc) Le imprese che non si attrezzeranno per la fatturazione digitale rischiano dunque di non essere pronti a rispondere alle innovazioni che provengono dai partner commerciali, perdere fatturato e di non poter partecipare a gare di appalto al di fuori dell’Italia.

Vi abbiamo incuriosito? Potete trovare degli interessanti aggiornamenti qui:

Pubblicate le bozze delle specifiche tecniche del formato della fattura elettronica B2B

E per finire, guarda il webinar!

 

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