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Il monitoraggio dei risultati all’interno del Piano Editoriale Digitale

Il monitoraggio dei risultati all’interno del Piano Editoriale Digitale

26/08/2015
Idee digitali

Una breve guida per analizzare e monitorare l’andamento del piano editoriale digitale.

 

Parlando del PED, ci siamo soffermati più volte sull’importanza di monitorare il proprio piano digitale per capire se la strategia adottata è giusta oppure se è utile rivedere alcune cose, come i contenuti oppure le date di pubblicazione degli stessi.

 

Il controllo andrà fatto in funzione dei risultati raggiunti, adottando come parametro di riferimento l’interesse e il coinvolgimento degli utenti.

 

Tutti i social network dispongono ormai di strumenti che permettono di monitorare l’attività. Quello che bisogna fare è impegnarsi a leggere e interpretare i dati, senza considerarli esclusivamente dei numeri, ma dei consigli che possano trasformarsi in nuove azioni.

 

 

Monitorare i Social Media

In questo articolo, prenderemo in esame gli indicatori forniti da Facebook, LinkedIn e Twitter.

 

Facebook

Mette i rapporti sull’andamento delle pagine sempre a disposizione. Cliccando sulla voce “Insight”, nella parte in alto a sinistra della propria pagina, è possibile accedere a tutti i dati che analizzano:

  • i mi piace sulla pagina: numero totale e provenienza, compreso il numero di “non mi piace più”;
  • la copertura: il numero di utenti che vengono raggiunti dai post;
  • il livello di coinvolgimento: quali e quante sono le azioni svolte dagli utenti;
  • le visite: quante visualizzazioni riceve la pagina e se provengono dal proprio sito o da altri canali correlati;
  • i post: il successo dei vari tipi di post in base al coinvolgimento e alla copertura; il calcolo del tasso di coinvolgimento; i momenti della giornata in cui i fan sono online;
  • i video: numero di volte in cui i video della pagina vengono visualizzati e per quanto tempo;
  • le persone: il target di riferimento analizzato dal punto di vista del genere, dell’età, della lingua e della provenienza geografica. Con una differenza tra fan, persone solo raggiunte e persone effettivamente coinvolte.

 

Queste sono le varie voci, i cui risultati oltre ad essere mostrati all’interno dello spazio Insight, possono essere scaricati in documenti Excel molto dettagliati che si ottengono anche su intervalli di tempo personalizzati. Basta cliccare sulla voce in alto a destra, “Esporta”.

 

Informazioni ancora più specifiche vengono poi fornite quando si utilizzano i Facebook ADS, le inserzioni a pagamento. In questo caso, di cui parleremo nei prossimi articoli, i report sono molto utili per monitorare l’andamento in base anche ai costi e ai posizionamenti.

 

Tutti i dati forniti da Facebook – in particolare quelli riguardanti il coinvolgimento in termini di interazione da parte dei fan – sono fondamentali per intervenire sul proprio piano editoriale e apportare delle modifiche laddove necessario.

 

LinkedIn

Sulla pagina aziendale, alla voce “Analisi” è possibile ritrovare tutti i dati riguardanti:

  • gli aggiornamenti: un’anteprima con tutti i numeri relativi ai post pubblicati in termini di pubblico, clic, interazioni, visualizzazioni e follower acquisiti se si tratta di sponsorizzazioni;
  • la comunicazione: nello spazio aggiornamenti si entra nello specifico attraverso il numero di volte che gli aggiornamenti sono stati visti quotidianamente in modo organico oppure grazie a campagne a pagamento;
  • l’interesse: sempre nello spazio aggiornamenti viene mostrato il numero di volte che un utente ha cliccato, consigliato, commentato e condiviso contenuti in modo organico e attraverso campagne a pagamento, e il numero di follower acquisito tramite campagne a pagamento.
  • i follower: andamento e suddivisione dei follower dell’azienda attraverso 5 principali tipi di dati demografici (anzianità, settore, funzione, dimensione azienda, dipendenti);
  • i visitatori: voce che guarda da un lato alle visualizzazioni – il numero di volte in cui la pagina aziendale è stata visitata, – e dall’altro ai visitatori unici – numero dei membri di LinkedIn che hanno visitato la pagina. Anche in questo caso vengono mostrati in percentuale i dati demografici dei visitatori attraverso 4 tipi di dati (anzianità, settore, funzione, dimensione azienda).

 

Anche nel caso di LinkedIn è possibile ottenere i dati evidenziando l’intervallo di tempo che interessa. Lo si può fare fino ad un anno prima.

 

Twitter

Fino a poco tempo fa era quasi impossibile monitorare il mondo dei tweet, ma anche su Twitter adesso è possibile vedere gli Analytics a questo link. Bisogna accedere con il proprio account e collegarsi per avere:

  • una panoramica: riepilogo degli ultimi 28 giorni con dati su visualizzazioni dei tweet, visite al profilo, menzioni e followers;
  • i tweet: tasso di interazione raggiunto dai tweet pubblicati;
  • i followers: mostrati per genere, età, lingua, interessi, gestori di telefonia a cui sono collegati.

 

I dati possono essere visti mensilmente ed anche in questo caso è possibile fare un export su intervalli di tempo personalizzati.

 

Monitorare la Rete

Dietro ogni singolo dato ci sono le persone che parlano della vostra azienda e questo accade sia sui vostri canali social che in generale sulla Rete. Possono anche non essere dei followers ma sono altrettanto importanti perché quello che dicono contribuisce a formare la vostra reputazione online.

 

Ascoltare da un lato e analizzare i dati dall’altro aiuta a migliorarsi.Quando il livello di interazione è basso, è possibile che questo dipenda dagli orari di pubblicazione, ma è molto più probabile che le immagini e le parole utilizzate non siano in grado di catturare l’attenzione del proprio target. Dal punto di vista dei contenuti, come abbiamo visto, sia Twitter che LinkedIn aiutano molto perché mostrano anche quelle che sono le aree di interesse dei propri followers, il loro stile di vita.

 

Recentemente, ad esempio, Facebook sta calcolando anche la reattività di risposta ai messaggi ricevuti dagli utenti e sta introducendo un nuovo aggiornamento dell’algoritmo, un fattore che prende in considerazione il tempo che gli utenti impiegano a leggere i contenuti delle pagine che seguono.

Altro aspetto da tenere in considerazione è rappresentato dalle performance dei competitor. LinkedIn li mostra già sotto la voce Paragone e anche Facebook attraverso le “Pagine da tenere sotto controllo”. È importante capire come si muovono perché anche questo aiuta a migliorarsi e a collocarsi nel modo giusto sul mercato.

 

 

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Idee Digitali è la nuova rubrica del portale Sistemiamo l’Italia, pensata con l’obiettivo di offrire agli studi professionali e alle PMI consigli utili su come utilizzare i social network e sfruttare le possibilità offerte dal web per migliorare la comunicazione digitale, apportando vantaggi alla propria professione.

A cura di Eggers 2.0.

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