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Perchè i Big Data contano

Perchè i Big Data contano

09/08/2016
Idee digitali

Cosa sono e a cosa servono

 

Una popolazione mondiale sempre più connessa è stata la chiave di volta per generare una crescita esponenziale a livello quantitativo di un enorme flusso dati accessibili a tutti. Questi dati possono essere sia strutturati – come le anagrafiche clienti o prospect acquisite attraverso moduli, interviste e dati di vendita – che non strutturati – provenienti dalla rete e in particolare dai social –  ed entrambi richiedono diversi approcci di analisi.

 

Cosa sono

I Big Data sono quindi un’enorme quantità di informazioni prodotte e raccolte in tempo reale.

Il termine Big Data è stato coniato da Doug Laney nel 2001 riferendosi a un dataset talmente grande da richiedere strumenti non convenzionali per estrapolare, gestire e processare informazioni. Laney inoltre ha delineato quelle che sono le quattro caratteristiche distintive dei Big Data, che andiamo a riportare qui di seguito:

 

Volume

Perché è aumentato così tanto il volume dei dati negli ultimi anni? Attualmente esistono diverse tipologie di dati provenienti da diversi canali che si sommano in maniera aggregata: dati non strutturati provenienti dai social media, dati transazionali immagazzinati nel corso degli anni e il crescente numero di sensori e dati machine-to-machine. Con l’introduzione di nuove tipologie di dati, il volume degli stessi non può quindi che aumentare.

 

Velocità

I dati vengono generati ad una velocità senza precedenti. Come si possono gestire questi dati in real time? La sfida delle aziende è proprio questa: cercare di interpretare i dati quasi in tempo reale, così da poter reagire in tempo e trarne i giusti benefici.

 

Varietà

Dati numerici strutturati in database tradizionali, informazioni ricostruite attraverso applicazioni line-of-business, documenti di testo non strutturati, email, video, audio, dati provenienti da quotazioni in borsa e da transazioni finanziarie. Tutte queste numerose e diverse varietà di dati devono però essere interpretate secondo un diverso approccio di analisi sempre in evoluzione a seconda delle necessità. Vista la crescita della domanda, stanno nascendo sempre più aziende che si stanno specializzando nello sviluppo di metodi efficaci nell’analisi dei dati.

 

A cosa servono

Perché molte aziende si stanno interessando ai Big Data? Grazie allo sviluppo di strumenti che ne consentono un’analisi sempre più dettagliata le aziende possono trarre enormi benefici al fine di ottimizzare l’efficienza delle operazioni, ridurre i costi e minimizzare i rischi.

 

L’analisi di Big Data aziendali può rivelarsi molto efficace per valutare i dati della clientela, acquisita o potenziale. In questo senso, si rivela fondamentale analizzare sia i dati strutturati che non. Non bisogna infatti dimenticare che i blog, i tweet e in generale i commenti sui social network rappresentano una fonte pressoché infinita di importantissime informazioni in grado di fornire feedback fondamentali alle strategie di un’azienda.

 

Infatti, secondo un’indagine svolta dall’ente di certificazione DNV GL – Business Assurance e dall’istituto di ricerca GFK Eurisko su circa 1200 professionisti che operano in aziende di settori diversi in Europa, nelle Americhe e in Asia; in Italia un’azienda su due ha già investito in iniziative dedicate ai Big Data.

 

Nonostante l’utilizzo dei Big Data sia ancora in una fase embrionale, sia per quanto riguarda l’analisi che per quanto riguarda l’aumento della produttività, il 54% delle aziende italiane li vede come un’opportunità e il 67% si sta preparando per un futuro dove giocheranno un ruolo fondamentale. In linea generale, tutti si vedono convinti della necessità di sviluppare competenze e tecnologie per incentivare questo settore della data governance e il 43% si dichiara addirittura pronto a mantenere o incrementare gli investimenti dedicati.

 

L’analisi incrociata di Big Data aziendali strutturati e non strutturati permette la creazione di modelli in grado di analizzare i comportamenti d’acquisto, la decodifica delle opinioni nei confronti dei prodotti e dell’azienda stessa e l’analisi del comportamento dei consumatori nei confronti dei concorrenti. Analizzare questi dati significa dunque poter prendere decisioni aziendali mirate, attente e consapevoli che possono, potenzialmente, aumentare la fidelizzazione del cliente e mettere in atto efficaci politiche di cross-selling su clienti già acquisiti.
Infine, i Big Data sono uno strumento importante anche per i prospect, ossia i clienti potenziali, poiché possono portare a un potenziamento delle attività di acquisizione attraverso azioni di marketing mirate su ogni media. In questo caso i Big Data potranno aiutare le aziende a costruire una strategia dei contenuti adatta ed efficace indirizzata ad ampliare il proprio bacino di clienti oltre che a fidelizzare quelli già acquisiti.

 

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Idee Digitali è la nuova rubrica del portale Sistemiamo l’Italia, pensata con l’obiettivo di offrire agli studi professionali e alle PMI consigli utili su come utilizzare i social network e sfruttare le possibilità offerte dal web per migliorare la comunicazione digitale, apportando vantaggi alla propria professione.

A cura di Eggers 2.0.

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