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Somministrazione: così l’impugnazione e il risarcimento del danno

Somministrazione: così l’impugnazione e il risarcimento del danno

17/09/2018
Gestione delle paghe

L’art. 39 del D.Lgs. n. 81/2015 stabilisce che quando la somministrazione avviene al di fuori dei limiti e condizioni di cui agli artt. 31 (co. 1 e 2), 32 e 33, co. 1, lettere a), b), c) e d), il lavoratore può chiedere, anche solo nei confronti dell’utilizzatore, la costituzione di un rapporto di lavoro alle sue dipendenze, con effetto dall’inizio della somministrazione.

 

Violare queste norme mette il contratto a rischio di conversione
Art. 31, co. 1 e 2 Violazione limiti numerici per somministrazione a TI e a termine
Art. 32 Ricorso alla somministrazione nei casi in cui essa è vietata
Art. 33, co. 1, lett. a) Nel contratto di somministrazione non sono stati indicati in forma scritta gli estremi dell’autorizzazione rilasciata al somministratore
Art. 33, co. 1, lett. b) Nel contratto non è indicato il numero di lavoratori da somministrare
Art. 33, co. 1, lett. c) Nel contratto non sono indicati eventuali rischi per la salute e la sicurezza del lavoratore e le misure di prevenzione adottate
Art. 33, co. 1, lett. d) Nel contratto di somministrazione non è indicata la data di inizio e la durata prevista della somministrazione di lavoro

 

Il contratto deve essere impugnato, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla data in cui il lavoratore ha cessato di svolgere la propria attività presso l’utilizzatore.

Se il giudice accoglie la domanda del lavoratore, condanna il datore a risarcirgli il danno, stabilendo un’indennità onnicomprensiva che va da un minimo di 2,5 a un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR, con riguardo ai criteri di cui all’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604. Tale indennità ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive, per il periodo compreso tra la data in cui il dipendente ha smesso lavorare presso l’utilizzatore e la pronuncia con cui il giudice ha ordinato la costituzione del rapporto di lavoro.

 

 

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

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