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Transazioni elettroniche con Google Pay

Transazioni elettroniche con Google Pay

24/01/2018
Idee digitali

Tutti i servizi di pagamento in un account.

 

Il mondo dei pagamenti si sta progressivamente spostando verso un futuro di transazioni elettroniche e virtuali. Se il numero di carte di credito è in continua ascesa, dall’altro lato sono sempre più numerosi gli utenti che pagano gli acquisti online utilizzando servizi di pagamento elettronici.

In questo contesto si inserisce Google Pay, la nuova piattaforma Google che riunisce i propri servizi di pagamento digitale sotto un unico sistema.

“Con Google Pay sarà più semplice utilizzare le informazioni di pagamento salvate sul proprio account Google, in modo da poter concludere rapidamente le operazioni”.

Google Pay, infatti, permetterà di effettuare pagamenti in mobilità, sui negozi, online, tramite acquisti effettuati su Google Chrome, abbonamenti su YouTube, app e via Pos tradizionali.

In sostanza, Google ha messo ordine tra i due sistemi: Google Wallet e Android Pay, che in Italia non è mai arrivato.

Il primo è nato nel 2011 ed è un servizio di trasferimenti di denaro peer to peer via sms, che non è mai riuscito a decollare veramente.

A causa dello scarso successo, l’azienda di Mountain View ha poi sviluppato Android Pay, un sistema di pagamento digitale (in mobilità) e disponibile sul Google Play Store, che permette agli utenti di salvare all’interno dell’applicazione le proprie carte di credito e di usare lo smartphone per effettuare i pagamenti e gli acquisti.

Il più grande vantaggio che deriva dall’utilizzo di applicazioni come Android Pay consiste nella possibilità di effettuare pagamenti contactless, ossia senza che ci sia contatto tra la carta di credito e il POS (il dispositivo dove poter passare il bancomat).

Il meccanismo è semplice: gli utenti registrano sullo smartphone le proprie carte di debito e poi, sfruttando i sensori NFC del telefono (tecnologia Near Field Communication), possono comunicare al POS i dati del proprio bancomat.

I limiti sono principalmente due: il fatto che non sono numerosi i negozi che supportano il pagamento contactless attraverso Android Pay, e il problema della sicurezza dei dati personali.

Nel primo caso, Google Pay ha già stretto numerose partnership importanti, tra cui Airbnb, Fandango, Dice, HungryHouse, Just Eat e Instacart; nel secondo caso, Google ha da tempo sviluppato un sistema di sicurezza che tiene al sicuro le informazioni sulle proprie carte di credito dal momento che nessun dato sulla carta viene trasferito all’esercente. È inoltre previsto il ricorso al riconoscimento biometrico per confermare i pagamenti digitali.

Nell’attesa che il servizio sia progressivamente messo a disposizione nei diversi mercati in cui sono attivi i sistemi per i pagamenti di Mountain View, Google deve confrontarsi con altri giganti come Apple e Samsung.

Apple Pay, già attivo in Italia, ha trasformato l’iPhone in una carta di credito. Anche in questo caso il funzionamento avviene tramite Pos di tipo contactless e con la carta si accede al proprio conto se attivato su una delle banche che hanno stretto un accordo con Apple, tra cui American Express, Mediolanum, Unicredit e altre in arrivo come Hype. Il codice di sicurezza è l’impronta digitale, e i dati non vengono memorizzati dai device, né sono condivisi con terze parti.

Infine c’è Samsung che ha annunciato che il suo servizio di pagamenti mobile – già presente in 17 paesi – arriverà nei prossimi mesi in Italia, sfruttando sempre la tecnologia NFC.

-> Scopri come funziona Google Pay.

 

 

 

 

 

Idee digitali è la nuova rubrica del portale Sistemiamo l’Italia, pensata con l’obiettivo di offrire agli studi professionali e alle PMI consigli utili su come utilizzare i social network e sfruttare le possibilità offerte dal web per migliorare la comunicazione digitale, apportando vantaggi alla propria professione.

A cura di Eggers 2.0.

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