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Il Commercialista principale attore dell’invoice trading

Il Commercialista principale attore dell’invoice trading

18/10/2017
Digitalizzazione

Si inizia finalmente a parlare anche in Italia di invoice trading. Ma che cosa è l’invoice trading? Come funziona? Perché il Commercialista dovrebbe diventare il principale attore di questo nuovo strumento di finanziamento? In questo articolo proverò a dare una risposta a tutte queste domande.

 

 

Per tutta una serie di ragioni, compresa la forte innovazione tecnologica a cui stiamo assistendo, l’attività del Commercialista è in profonda trasformazione, ed è necessario iniziare a ripensare profondamente la nostra attività professionale, compresi i servizi forniti ai clienti.

La digitalizzazione degli studi professionali, come ormai sostengo da almeno 10 anni, è un percorso inevitabile se si intende aumentarne l’efficienza, fidelizzare i clienti e fornire nuovi servizi, e proprio su quest’ultimo aspetto è necessario che la nostra professione rifletta profondamente. Personalmente ritengo che la strada maestra sia di cavalcare le opportunità che l’innovazione tecnologica sta generando, soprattutto quando vengono a crearsi nuovi modelli di business. E’ il caso per esempio dell’invoice trading, strumento finanziario pressoché inesistente fino a qualche anno fa, ma che sta riscuotendo un crescente interesse da parte delle piccole e medie imprese (PMI) dato che risponde ad una precisa domanda del mercato a cui il mondo bancario non ha saputo rispondere concretamente.

Diversi sono infatti gli indicatori che rilevano una crescente difficoltà finanziaria da parte delle PMI, dovuta al mondo bancario che concede sempre meno fondi alle imprese, ed alle grandi imprese che pagano sempre più in ritardo. Più in particolare:

  • secondo elaborazioni svolte dall’ufficio studi dalla CGIA di Mestre su dati della Banca d’Italia, nel periodo aprile 2014-aprile 2017, vi è stata una ulteriore contrazione del sistema creditizio a danno delle imprese che ha portato ad una riduzione degli impieghi bancari alle imprese Italiane di ben 62,4 miliardi di euro, corrispondente ad una riduzione in tre anni di ben 6,8%;
  • secondo Intrum Justitia (European payment report 2017) i tempi medi di pagamento delle imprese Italiane sono di ben 52 giorni, a fronte di una media Europea di 37 giorni;
  • secondo elaborazioni del Cerved, nel corso del 2016 le grandi imprese hanno pagato mediamente a 86 giorni, con un ritardo di 19 giorni rispetto ai termini concordati, mentre le PMI hanno pagato a 72 giorni con un ritardo di soli 11 giorni rispetto ai termini concordati.

 

In un contesto di forte contrazione del sistema creditizio a danno delle imprese che oramai dura da almeno 10 anni, con tempi medi di pagamento che sono tra i più lunghi in Europa, a soffrirne di più sono le PMI che lavorano con le grandi imprese dato che queste ultime sembrerebbero essere dei cattivi pagatori.

Una risposta concreta ad una tale situazione, potrebbe essere quella di iniziare ad adottare soluzioni di “alternative finance”, cioè strumenti alternativi alle tradizionali fonti di finanziamento, e la soluzione che forse più di altre si addice al nostro contesto e che sta riscuotendo un interessante successo in Stati membri aventi un tessuto economico simile al nostro, è di certo l’invoice trading.

 

Ma che cosa è l’invoice trading?

 Nella sostanza, l’invoice trading non è altro che una cessione scontata dei crediti commerciali sorti a seguito della regolare emissione di fatture per cessione di beni o prestazioni di servizi, al fine di conseguire l’immediato incasso della fattura anziché attendere la loro scadenza.

Diversamente dal factoring, ove a norma della legge 52/91 è possibile cedere i crediti esistenti o futuri anche in massa, nell’invoice trading vi è la cessione del singolo credito secondo le disposizioni di cui all’art.1260 del Codice civile, e dove la fattura rappresenta la prova documentale del credito oggetto di cessione.

L’invoice trading è quindi una modalità di smobilizzo dei crediti commerciali estremamente flessibile e veloce che fa leva essenzialmente sul merito creditizio del debitore, che tramite l’ausilio di speciali piattaforme sviluppate nell’ottica di veri e propri marketplace, consentono l’incontro tra il cedente ed il cessionario oltre che la totale gestione in modalità digitale dell’intero processo.

Il creditore, dopo che ha emesso la fattura al proprio cliente, accedendo alla piattaforma può attivare la procedura di cessione del credito eseguendo l’upload della fattura, oltre ad inserire altre informazioni utili a consentire una puntuale valutazione del debitore, mentre i potenziali acquirenti, solitamente investitori istituzionali, dopo aver attentamente valutato il debitore oggetto di cessione, tramite un sistema di aste (oppure altre soluzioni in grado di incentivare al ribasso lo sconto della cessione) competono tra loro per aggiudicarsi il credito.

Naturalmente la cessione dei crediti può avvenire in modalità pro soluto ove il cedente non risponde nei confronti del cessionario con riguardo alla solvenza del debitore ma garantisce la sola esistenza del credito, oppure pro solvendo ove il cedente risponde dell’eventuale insolvenza del debitore.

In un mondo cartaceo proporre un tale strumento di finanziamento per le PMI è pressoché impossibile, dato che è necessario avere un processo estremamente veloce e quindi necessariamente digitalizzato, ma soprattutto è necessario costruire delle robuste evidenze per dare alle controparti chiare prove delle attività svolte al fine di avere incontrovertibili effetti giuridici con riguardo ai documenti informatici che la piattaforma produce e gestisce.

Non sarà di certo il mondo bancario a proporre l’invoice trading alle PMI, e dato che ben poche di loro si possono permettere un responsabile finanziario (meglio conosciuto come CFO – Chief Financial Officer ), molte PMI sono nella condizione di non poter cogliere questa opportunità quale ulteriore fonte di finanziamento da utilizzare.

In un tale contesto, l’unica figura che potrebbe iniziare a giocare un ruolo attivo è di certo il Commercialista. In un contesto di credit crunch che ormai si protrae da quasi un decennio, la figura del Commercialista dovrebbe essere centrale nella diffusione dell’invoice trading quale strumento a supporto delle PMI, asse portante del nostro sistema economico oltre che storiche clienti della categoria. Questo però può avvenire solo se riusciamo a capire che è necessario iniziare ad offrire servizi a valore aggiunto che però nascono  in contesti ove la tecnologia  è in grado di introdurre innovazione nei processi oppure  nuovi modelli di business.

E’ necessario cavalcare le opportunità connesse con le innovazioni tecnologiche, dato che se da una parte tendono a semplificare alcune attività storicamente svolte della nostra professione, dall’altra aprono nuovi scenari ed interessanti opportunità di business, ma è sin da subito necessario digitalizzare quale prima fase di questo percorso di evoluzione.

 

 

Umberto Zanini, Dottore Commercialista e Revisore Legale

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