Processo tributario telematico

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PTT: IL FASCICOLO INFORMATICO

Il fascicolo informatico rappresenta, nel processo tributario telematico, l’elemento di maggiore “comodità” per il difensore: non soltanto per quanto attiene alla “logistica” – e quindi in ordine alla possibilità di consultare comodamente dal proprio studio il fascicolo della controversia radicata presso qualsiasi Commissione tributaria – ma anche per la sua caratteristica di contenere e attrarre tutto quanto attiene alla lite.

Infatti, nel fascicolo informatico sono raccolti gli atti, i documenti, gli allegati, le ricevute PEC di acquisizione degli atti e di iscrizione a ruolo, i messaggi di sistema e i dati del procedimento giurisdizionale, nonché le copie digitalizzate degli atti e dei documenti depositati con modalità analogiche (questa caratteristica era propria del fascicolo informatico già prima dell’emergenza Covid-19 e delle conseguenti misure).

L’applicazione del SIGIT prevede la struttura del fascicolo mediante suddivisione degli atti nelle seguenti cartelle:

  1. Ricorrente;
  2. Resistente;
  3. Ufficio;
  4. Altre Parti Resistenti;
    nonché, ove presenti:
  5. Fascicoli trasmessi da altri Organi giurisdizionali;
  6. Fascicolo ricorso CTP (solo nell’appello).

Alla funzione di ricerca del fascicolo si accede mediante la schermata Home e l’ingresso nella specifica funzione “Ricerca fascicolo”: funzione che agevole decisamente il difensore in quanto prevede chiavi di ricerca non soltanto, ovviamente, col numero di registro generale assegnato ma anche selezionando “Parte ricorrente/resistente” e senza che necessitino ulteriori indicazioni, a condizione però che vengano selezionate Regione e Commissione.

Con l’indicazione dell’ubicazione geografica il sistema rileverà la presenza di tutti i fascicoli informatici in cui il professionista che ha effettuato l’accesso risulta essere difensore e, perciò, ne permetterà la consultazione.

Questa ultima funzione è decisamente utile in quanto, nell’ipotesi in cui all’atto dell’accesso alla piattaforma non si disponga del numero di RGR o di RGA della controversia e nemmeno dei dati del contribuente assistito, al professionista sarà sufficiente ricordare presso quale Commissione è stata radicata la lite per individuare, e successivamente accedere, al fascicolo informatico di interesse.

All’atto dell’accesso al fascicolo, come detto suddiviso nelle diverse cartelle intitolate alle parti e all’Ufficio della Commissione, dalla schermata è immediatamente percettibile, nell’apposita “griglia”, l’attività della parte processuale, con l’evidenza della tipologia di documento e della data di deposito, con la possibilità di effettuare il salvataggio.

Pertanto, il professionista può consultare gli atti depositati dalle parti (come il ricorso, le memorie, le controdeduzioni), dai terzi nonché i provvedimenti emanati dal Giudice (come sentenze, ordinanze, decreti): come detto, oltre alla visione e consultazione degli atti e dei documenti è, inoltre, possibile estrarre copia degli stessi in esenzione dal pagamento dei diritti di copia, in base all’art. 269 del T.U. n. 115/2002.

È opportuno ricordare l’importanza del fascicolo d’ufficio, atteso che esso contiene il verbale d’udienza, i provvedimenti giurisdizionali, come sentenze, decreti e ordinanze, nonché ogni altro atto formato in originale cartaceo.

Per rendersi possibile la consultazione del fascicolo è indispensabile che gli Uffici di segreteria abbiano provveduto a effettuare l’operazione di abbinamento: questa operazione viene normalmente effettuata in tempi rapidissimi dal personale di Segreteria ma potrebbe verificarsi, soprattutto per le Commissione di maggiori dimensioni e nei periodi “caldi” per le costituzioni in giudizio (solitamente nel primo semestre dell’anno solare), che la disponibilità della funzione per la specifica lite di interesse del professionista si dilati di qualche giorno.

In proposito, va ricordato che nel caso in cui l’Ufficio di segreteria si trovi nell’impossibilità di acquisire con modalità informatica atti o documenti analogici, nel fascicolo risulterà inserita una comunicazione dello stesso Ufficio recante l’elenco degli atti e documenti non scansionati e la possibilità, Covid-19 permettendo, di consultarli esclusivamente recandosi presso la sede della competente Commissione tributaria.

Infine, il fascicolo informatico, consultabile dai giudici, dalle parti e dai loro difensori, prevede la presenza di tutti gli atti in due formati: la prima, in originale con la firma digitale; la seconda in formato “.pdf” senza la firma digitale.

Tale ultimo formato consente una apertura più rapida dei file, agevolando così la consultazione degli atti digitali.

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