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La digitalizzazione dello studio legale: il Punto di Accesso

La digitalizzazione dello studio legale: il Punto di Accesso

23/06/2015
Digitalizzazione

Proseguendo nello studio degli strumenti essenziali per la digitalizzazione dello studio legali e per la quotidiana pratica del PCT, ci occuperemo del “Punto d’Accesso” o, più semplicemente, “PDA”.

Antecedentemente all’entrata in vigore del D.M. 44/2011, odierna norma cardine del Processo Civile Telematico, il professionista che avesse voluto procedere al deposito digitale di un atto di causa avrebbe dovuto obbligatoriamente iscriversi ad un PDA, che si sarebbe occupato gestire le attività di invio dell’atto stesso nonché di ricezione delle ricevute e delle comunicazioni proveniente dal Tribunale. Tali attività venivano perfezionate attraverso un apposito indirizzo di posta elettronica certificata interno al PDA (c.d. “CPE-CPT” ossia Casella di Posta Elettronica Certificata del Processo Telematico).

Con l’introduzione della normativa attuale, invece, l’Avvocato non ha più necessità di iscriversi ad un Punto di Accesso per perfezionare correttamente il deposito dell’atto, bastando – invece – un normale indirizzo PEC con cui veicolare la propria busta telematica.

Il PDA rimane uno strumento indispensabile per la consultazione del fascicolo giudiziario e, soprattutto, per l’estrazione di copie e duplicati informatici.

L’Art. 16bis comma 9bis del DL 179/2012, consente infatti al Difensore di estrarre copia informatica o analogica dei documenti presenti sul fascicolo telematico, conferendo altresì al professionista il potere di attestare la conformità di dette copie senza pagare alcuna imposta nei confronti dello Stato.

Il Punto di Accesso, quindi, riveste un ruolo centrale non solo nella verifica dello stato del giudizio ma anche nella pratica quotidiana di ogni Avvocato.

Esistono sul mercato numerosissime soluzioni commerciali idonee a soddisfare le esigenze dei professionisti del settore, alcune delle quali prevedono addirittura servizi aggiuntivi all’Avvocatura, come il pagamento delle spese di giustizia oppure un redattore per le buste telematiche direttamente accessibile dal PDA e quindi non residente sul proprio PC.

Esiste comunque la possibilità di accedere ai fascicoli giudiziari di propria pertinenza senza far ricorso ai più o meno costosi servizi a pagamento presenti sul mercato, ossia, utilizzando le funzionalità del Portale dei servizi telematici del Ministero di Giustizia, accessibile tramite l’indirizzo: https://pst.giustizia.it/.

Tale portale consente:

  • la consultazione dei registri di cancelleria di tutti i Tribunali e Corti d’Appello;
  • l’accesso al RegIndE (Registro Generale degli Indirizzi Elettronici);
  • la consultazione del registro PP.AA. (ossia del registro di PEC contenente gli indirizzi di Posta Elettronica Certificata delle Amministrazioni pubbliche ai sensi del DL 179/2012 art 16, comma 12)
  • la possibilità di effettuare pagamenti telematici;

Il portale reca poi una sezione news che ci consentirà di rimanere aggiornati su eventuali disservizi della piattaforma ministeriale e dei sistemi del PCT in generale.

Concludendo, pur essendo innegabili i vantaggi – anche in termini di assistenza diretta – che i portali commerciali offrono, non è comunque da disdegnare la soluzione completamente gratuita offerta dal Ministero, che consente comunque di accedere a tutte le principali funzioni di base proprie di un Punto di Accesso. Oltretutto i dati derivanti da detto portale possono essere integrati con le funzionalità dei software gestionale dello Studi Legale, realizzando così una soluzione professionale altamente performante anche in termini di facilità e comodità di utilizzo.

A cura di Luca Sileni – Avv.to iscritto all’ordine di Grosseto referente informatico dell’ODA di Grosseto e Segretario del Centro Studi Processo Telematico

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