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Primi dati ufficiali dopo l’avvio dell’obbligo <br> di fatturazione elettronica

Primi dati ufficiali dopo l’avvio dell’obbligo
di fatturazione elettronica

25/02/2019
Digitalizzazione

Con il comunicato stampa dello scorso 19 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha diramato i dati inerenti l’obbligo di fatturazione elettronica introdotto con effetto dal 1° gennaio 2019.

In particolare, con riguardo al periodo 1° gennaio – 18 febbraio, dal sistema di intercambio sono transitati 228 milioni di file, con una percentuale di scarto del 4,43%, e quindi molto bassa.

 

I soggetti Iva che hanno inviato almeno una fattura sono stati 2,3 milioni, mentre sono stati 3,6 milioni coloro che si sono registrati al SDI per comunicare l’indirizzo telematico a cui inviare le fatture elettroniche, e 3,3 milioni i QR code scaricati utili a comunicare i dati al fornitore.

 

Non sono stati diffusi invece i dati inerenti i diversi canali utilizzati per trasmettere/ricevere le fatture elettroniche al/dal SDI, e quindi riporto di seguito i dati che erano stati comunicati dalla stessa Agenzia delle Entrate qualche giorno prima nell’ambito di un incontro sull’argomento:

 

  • canale FTP 57%
  • canale web service 40%
  • PEC 2,5%
  • portale Agenzia delle Entrate 0,5%

 

Dopo 50 giorni dall’avvio dell’obbligo, ritengo che non vi siano stati rilevanti problemi di tenuta del sistema di interscambio, mentre quello che ho riscontrato, è la presenza di problemi nell’invio (e nella ricezione) nei caso di impiego del canale FTP, dato che diversamente dagli altri canali (e.g. WS e PEC), il funzionamento è basato sull’accesso alla directory del nodo (server del provider) ad opera del SDI per prelevare i file cifrati, e qualora questo non avvenisse secondo i calendari prestabiliti, nella software house si creano lunghe code di invio, oppure situazioni ove la fattura non è mai arrivata alla software house mentre è reperibile nell’area “Fatture e corrispettivi”.

 

Molti aspetti dovranno essere migliorati, sia da parte di Sogei (come per esempio la possibilità di esportare in modo massivo ed in tempo reale i file delle fatture dall’area “Fatture e corrispettivi”), che da parte delle software house (come per esempio soluzioni efficienti per tracciare le anomalie fiscalmente non rilevanti contenute nelle fatture elettroniche di acquisto), ma quello che è importante è che la piattaforma SDI abbia resistito alla prima ondata di file.

 

 

Link: www.agenziaentrate.gov.it

 

 

 

 

 

Umberto Zanini, Dottore Commercialista e Revisore Legale

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