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Conciliazione vita-lavoro e smart working

Conciliazione vita-lavoro e smart working

13/10/2017
Gestione delle paghe

Una delle misure di conciliazione da prevedere nei contratti aziendali – tra quelle incluse nell’ambito della “flessibilità organizzativa” di cui al decreto ministeriale 12 settembre 2017 – riguarda il lavoro agile, istituto recentemente disciplinato con la 22 maggio 2017, n. 81.

 

Senza scendere nei dettagli, ricordiamo che l’articolo 15 di tale disposizione stabilisce che il lavoro agile consiste in una particolare modalità di esecuzione del rapporto subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi. La particolarità consiste nel fatto che la prestazione ha luogo (nei limiti di durata massima dell’orario giornaliero e settimanale) senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, normalmente utilizzando strumenti tecnologici.

Di fatto, il lavoro agile è caratterizzato, in sostanza, dal fatto che la prestazione viene eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa.

 

Quel che merita evidenziare, tra i molti aspetti positivi, è che gli incentivi fiscali e contributivi, eventualmente riconosciuti per gli incrementi di produttività ed efficienza, si applicano anche se l’attività è prestata in modalità di lavoro agile, e che al dipendente spettano le tutele contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

 

Va poi ricordato che l’articolo 23 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, stabilisce espressamente che i datori privati che fanno ricorso al telelavoro per esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro in forza di accordi collettivi (ovviamente anche quelli aziendali) stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, possono escludere i lavoratori ammessi al telelavoro dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti.

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

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