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Convivenze di fatto e impresa familiare

Convivenze di fatto e impresa familiare

25/10/2016
Gestione delle paghe

Ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, per “conviventi di fatto” si intendono due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di: parentela; affinità o adozione; matrimonio o unione civile. Tale situazione è certificata da un’apposita dichiarazione anagrafica.

In sintesi, la nuova norma dispone quanto segue:

a) i conviventi possono disciplinare i loro rapporti patrimoniali con un contratto scritto di convivenza, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata: tale atto va trasmesso in copia, entro 10 giorni, al comune di residenza per l’iscrizione all’anagrafe;

b) ilcontratto può contenere: l’indicazione della residenza; le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo; il regime patrimoniale della comunione dei beni;

c) i conviventi di fatto hanno gli stessi diritti del coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario; in caso di malattia o ricovero, essi hanno diritto di visita, assistenza e accesso alle informazioni personali, secondo le regole previste per coniugi e familiari;

d) nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facoltà di succedergli nel contratto.

 

Infine, al codice civile è stato aggiunto l’articolo 230-ter (Diritti del convivente), il quale dispone che, al convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera nell’impresa dell’altro convivente, spetta una partecipazione agli utili dell’impresa familiare e ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, commisurata al lavoro prestato. Il diritto di partecipazione non spetta se tra i conviventi esiste un rapporto di società o di lavoro subordinato.

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

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