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“Ferie solidali”: cosa sono e come funzionano

“Ferie solidali”: cosa sono e come funzionano

09/11/2018
Gestione delle paghe

Una novità da considerare, spesso espressamente regolata dai contratti collettivi nazionali, è quella dell’articolo 24 (cessione dei riposi e delle ferie) del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 151.

 

Tale disposizione prevede che, fermi restando i diritti di cui al D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 (le 4 settimane di ferie previste per legge), i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore, per consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute, necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

 

L’attuazione di tale disposizione presenta indubbi vantaggi per tutte le parti del rapporto di lavoro; a titolo di esempio, si consideri quanto segue:

a) in azienda si crea un clima migliore, in quanto il dipendente sa che, in caso di bisogno, potrà contare sull’aiuto (pur se volontario) dei colleghi;

b) è più facile “smaltire” il monte ferie arretrato, dato che parte di questi giorni può essere ceduta a un collega che ne abbia bisogno;

c) si evitano assenze per malattie non effettivamente sussistenti: infatti, il dipendente che si trovi costretto ad assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, una volta esaurite le proprie ferie e permessi, potrebbe essere tentato di ricorrere a certificazioni di malattia non del tutto veritiere.

 

Dal punto di vista pratico, ove l’istituto non sia disciplinato dal CCNL, è sufficiente un accordo aziendale che preveda, previo l’esaurimento di ferie e permessi dell’interessato, la facoltà di ricorrere alla donazione volontaria da parte dei colleghi, prevedendo, per esempio, che la donazione consista in “pacchetti” cumulati tra tutti i colleghi, di 15 o più giorni, onde (se necessario) attrezzarsi per la sostituzione con un contratto a termine.

 

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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