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Ferie “solidali”: di cosa si tratta e come funzionano

Ferie “solidali”: di cosa si tratta e come funzionano

24/05/2017
Gestione delle paghe

Il D.Lgs. n. 151/2015, all’art. 24, ha introdotto una norma di grande importanza sociale e pratica: essa prevede che, ferme le 4 settimane di ferie annuali (di cui 2 fruibili nei 18 mesi successivi), i lavoratori possono cedere gratuitamente i loro riposi e ferie a un collega, per consentirgli di assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute, necessitano di cure costanti, nella misura, condizioni e modalità stabilite dai contratti collettivi.

 

Ferma la necessità di stipulare un accordo collettivo (anche a livello aziendale), va osservato che tale istituto presenta numerosi vantaggi per tutte le parti coinvolte, infatti:

a) in azienda si crea un clima positivo, grazie all’introduzione della “solidarietà” tra colleghi, nulla vietando che anche il datore di lavoro preveda ulteriori benefici;

b) il genitore del minore, una volta esauriti i propri giorni, può avvalersi della “donazione” volontaria dei colleghi, continuando così a percepire la retribuzione (quella non erogata al collega donatore) e, inoltre, può assistere il figlio con tutta la necessaria tranquillità;

c) si fa luogo alla fruizione, a favore dei colleghi bisognosi, di giorni di ferie che costituirebbero una giacenza la quale, prima o poi, andrebbe comunque fruita o monetizzata.

 

A titolo di esempio, va evidenziato l’accordo 6 marzo 2017 tra il Comune di Cagliari e le principali sigle sindacali, nel quale si prevede che:

a) per presentare la richiesta, e quindi per beneficiare delle ferie donate dai colleghi, occorre che l’interessato abbia prima fruito di tutte le proprie ferie, recuperi e permessi retribuiti;

b) i colleghi possono donare un massimo di 8 giorni per ogni anno;

c) in caso di bisogno, il lavoratore può presentare una richiesta (reiterabile) al Comune per 30 giorni, esibendo la certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica;

d) a questo punto, l’amministrazione comunale la rende nota in forma anonima, invitando i dipendenti ad aderire volontariamente, indicando il numero di giorni che vogliono cedere: se l’offerta supera il numero di giorni richiesti, la cessione viene riproporzionata tra i donatori.

 

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

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