Crisi di impresa

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La fase interpretativa dei risultati relativi al rendiconto finanziario – Prima parte

Come interpretare i risultati che derivano dal rendiconto finanziario? Approfondiamo la tematica in due parti: in questo articolo analizziamo il cash flow totale.

Le differenti combinazioni del cash flow totale

La fase di lettura ed interpretazione dei risultati relativi ai flussi finanziari dell’impresa parte dall’indagine sulla composizione del cash flow totale.

Partiamo dal presupposto che i flussi prodotti dall’impresa dovrebbero essere positivi, per garantire il soddisfacimento delle aspettative dei dipendenti, sotto forma di salari e stipendi, dei finanziatori esterni, attraverso il rimborso dei finanziamenti ed il pagamento degli interessi, dello Stato mediante il pagamento delle imposte, del sistema azienda, sotto forma di autofinanziamento e dei soci, mediante l’erogazione dei dividendi.

Com’è noto, il cash flow totale, scaturisce dalla somma algebrica tra il cash flow operativo (o reddituale) ed il cash flow extra-operativo (o extra-reddituale).

Dalla combinazione delle due grandezze è possibile registrare quattro combinazioni, così some segue:

CF REDDITUALE CF EXTRA-REDDITUALE CF TOTALE
1 CF operativo+ CF extra operativo+ CF totale+
2 CF operativo+ CF extra operativo CF totale+ oppure CF totale
3 CF operativo CF extra operativo+ CF totale+ oppure CF totale
4 CF operativo CF extra operativo CF totale

La lettura e l’interpretazione delle differenti combinazioni del cash flow totale

Stabilite le quattro differenti combinazioni, cerchiamo di analizzarle brevemente.

La prima è indubbiamente la più auspicabile, poiché si caratterizza per una condizione in cui sia CF operativo che extra-operativo risultano positivi.
In ogni caso, volendo approfondire l’analisi, sarebbe opportuno verificare:

  • il contributo della gestione caratteristica piuttosto che extra-caratteristica, in termini assoluti;
  • la differente composizione dei flussi finanziari della gestione extra-operativa, distinguendola tra gestione degli investimenti (nuovi investimenti o dismissioni), finanziaria (nuovi finanziamenti e rimborsi finanziamenti) e tributaria (credito d’imposta)[1].

Per una maggiore comprensione di quanto appena esposto riportiamo due semplici esemplificazioni:

CASH FLOW TOTALE (+ 1.000) CASH FLOW OPERATIVO (+ 1.500)  
CASH FLOW NON OPERATIVO (- 500) CASH FLOW FINANZIAMENTI (-600)
CASH FLOW INVESTIMENTI (+100)
CASH FLOW TOTALE (+ 1.000) CASH FLOW OPERATIVO (+ 100)  
CASH FLOW NON OPERATIVO (+ 900) CASH FLOW FINANZIAMENTI (+ 1.000)
CASH FLOW INVESTIMENTI (-100)

Pertanto, per quanto sempre positivo, nel primo caso è evidente il maggior contributo della gestione operativa rispetto a quella della gestione extra-operativa. Così come è evidente il contributo della gestione finanziaria rispetto a quella degli investimenti, nel primo esempio, che si inverte nel secondo.

La seconda combinazione, invece, è contrassegnata dal flusso di cassa della gestione operativa positivo e quello della gestione extra-operativa negativo.  Dalla somma algebrica delle due grandezze si avrà un risultato totale che può essere con segno positivo o con segno negativo. Resta invariato il discorso, in precedenza esposto, sul peso delle due gestioni e sulla composizione delle determinanti della gestione extra-reddituale.

A titolo esemplificativo, riportiamo due esempi:

CASH FLOW TOTALE (+ 2.000) CASH FLOW OPERATIVO (+ 2.500)  
CASH FLOW NON OPERATIVO (- 500) CASH FLOW FINANZIAMENTI (+ 1.700)
CASH FLOW INVESTIMENTI (- 2.200)

Nel caso specifico ci troviamo di fronte ad una gestione extra-operativa contrassegnata da un incremento dei finanziamenti (più fonti di finanziamento) in relazione ad un incremento degli investimenti (più impieghi e quindi deflusso di risorse finanziarie). Si potrebbe pensare che è in corso un processo di rinnovo del parco impianti in relazione al quale l‘impresa ha contratto nuovi finanziamenti.

CASH FLOW TOTALE (- 1.000) CASH FLOW OPERATIVO (+ 2.500)  
CASH FLOW NON OPERATIVO (- 3.500) CASH FLOW FINANZIAMENTI (- 4.500)
CASH FLOW INVESTIMENTI (+ 1.000)

In questo secondo esempio, con cash flow totale negativo, la gestione extra-operativa ha assorbito quanto prodotto dalla gestione reddituale ed ha registrato un deflusso di mezzi finanziari (rimborso di finanziamenti) rispetto ad un afflusso di mezzi finanziari (disinvestimenti).  Per cui, ipoteticamente, per il rimborso dei finanziamenti si sta contribuendo anche attraverso la dismissione degli impianti. È naturale che la dismissione può avere una valenza fisiologica (sostituzione di impianti obsoleti, eliminazione di aree non strategiche, ecc.) o patologica (necessità di procurarsi liquidità per estinguere dei finanziamenti contratti). 

La terza combinazione, rappresentata da un cash flow reddituale negativo ed un cash flow extra-reddituale positivo, denota un’anomalia nella struttura finanziaria dell’impresa, in quanto il contributo positivo, in termini di flusso di cassa prodotto, non proviene dalla gestione operativa, bensì da quella extra-reddituale. Anche in questa circostanza il risultato relativo al cash flow totale può essere positivo o negativo a seconda dei risultati delle due gestioni.

Pertanto, potremmo registrare:

CASH FLOW TOTALE (+ 2.500) CASH FLOW OPERATIVO (- 1.000)  
CASH FLOW NON OPERATIVO (+ 3.500) CASH FLOW FINANZIAMENTI (+ 3.000)
CASH FLOW INVESTIMENTI (+ 500)

È chiaro che, per un’indagine più approfondita nel caso di cash flow operativo minore di zero, l’analista dovrebbe focalizzarsi non tanto sul valore positivo del flusso extracorrente, quanto sulle motivazioni alla base di un flusso di cassa operativo con segno meno. Il tutto al fine di comprendere se trattasi di una condizione avente carattere fisiologico (difficoltà temporanea di incasso, incremento del costo del personale in relazione all’aumento della capacità produttiva, ecc.) piuttosto che patologico (fallimento di un importante cliente, ingresso sul mercato di un nuovo concorrente e relativa perdita di una quota di mercato, perdita su crediti non recuperabile, ecc.). Dall’analisi deve quindi emergere se la difficoltà di garantire flussi finanziari caratteristici sia o meno riconducibile ad eventi sporadici o avvenimenti strutturali.

Volendo immaginare una condizione di cash flow totale negativo, avremo:

CASH FLOW TOTALE (- 1.500) CASH FLOW OPERATIVO (- 2.500)  
CASH FLOW NON OPERATIVO (+ 1.000) CASH FLOW FINANZIAMENTI (-3.000)
CASH FLOW INVESTIMENTI (+ 2.000)

In questo caso, è molto probabile che l’impresa si trova in una condizione di difficoltà finanziaria che potrebbe sfociare nell’insolvenza patologica, alla base della segnalazione di una “crisi d’impresa” da parte degli organi preposti.

La quarta ed ultima combinazione, indubbiamente la più preoccupate, è rappresentata da un cash flow operativo negativo che si somma ad un cash flow extra reddituale anch’esso negativo.

CASH FLOW TOTALE (- 7.500) CASH FLOW OPERATIVA (- 5.500)  
CASH FLOW NON OPERATIVA (- 2.500) CASH FLOW FINANZIAMENTI (-2.800)
CASH FLOW INVESTIMENTI (+ 300)

Si tratta di una condizione i cui sono presenti i sintomi di una crisi in corso, propedeutica alla liquidazione o al fallimento dell’impresa. L’errore che si potrebbe commettere è quello di non risalire alla o alle cause, al fine di intervenire tempestivamente, seppur, in questa circostanza, ciascun intervento spesso si rileva tardivo ed inefficace.


[1] Seppur il contributo della gestione tributaria è perlopiù negativo è comunque possibile un contributo positivo alla liquidità dell’impresa.

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