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La notifica in proprio via PEC – terza parte

La notifica in proprio via PEC – terza parte

26/02/2016
Digitalizzazione

Proseguendo nella nostra guida passo passo alla notificazione in proprio via PEC (per la precedenti sezioni rimando alla lettura di questi due contenuti: prima parte, seconda parte) oggi ci occuperemo della redazione della relata di notificazione con l’ausilio delle applicazioni presenti sul sito www.dirittopratico.it

Dopo aver preparato i documenti da notificare ed aver reperito l’indirizzo PEC del destinatario, dovremo a questo punto occuparci della redazione della relata di notificazione con annessa attestazione di conformità.

Per farlo non potremo prescindere dall’analisi del comma quinto e del comma sesto dell’art 3bis della L. 53/1994 che recano al loro interno una puntuale elencazione dei contenuti minimi della relazione di notificazione:

“5. L’avvocato redige la relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale ed allegato al messaggio di posta elettronica certificata.

La relazione deve contenere:

 a) il nome, cognome ed il codice fiscale dell’avvocato notificante;

 b) [abrogato]

 c) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed il codice fiscale della parte che ha conferito la procura alle liti;

 d) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario;

 e) l’indirizzo di posta elettronica certificata a cui l’atto viene notificato;

 f) l’indicazione dell’elenco da cui il predetto indirizzo è stato estratto;

 g) l’attestazione di conformità di cui al comma 2.

 6. Per le notificazioni effettuate in corso di procedimento deve, inoltre, essere indicato l’ufficio giudiziario, la sezione, il numero e l’anno di ruolo.”

Stabilito, quindi, quale sia il contenuto minimo della relazione di notificazione, e ricordando che – per la presente analisi – stiamo prendendo ad esempio il caso della notificazione di una chiamata in causa di terzo (quindi di un atto originale digitale del Difensore) alla quale dovrà essere allegata la copia informatica (scaricata quindi dal fascicolo telematico) del verbale di udienza ove la chiamata in causa è stata autorizzata, non ci resta che accedere al portale “diritto pratico” ed in particolare alla sezione dedicata alle applicazioni per gli avvocati (accessibile al seguente indirizzo: http://apps.dirittopratico.it/ )

relata di notifica01

(Fig. 1)
Una volta caricata la pagina web, dovremo selezionare la voce “devo predisporre la relata per una notifica via PEC” (vedi fig. 1 selezione rossa).

Nella successiva sezione, dedicata all’illustrazione dei contenuti dell’applicazione ed alle modalità di redazione della relata di notifica, dovremo cliccare sul bottone “i” presente in alto a sinistra nella pagina (vedi fig. 2 freccia rossa).

relata di notifica02

(Fig. 2)
La successiva schermata sarà invece dedicata alla vera e propria redazione della relata di notifica.

Nella prima parte dovremo innanzitutto inserire i dati dell’Avvocato che sta eseguendo la notificazione (vedi fig. 3 selezione rossa numero 1) e poi, come scelta consigliata, barrare la casella “ricorda i miei dati” (vedi fig. 3 selezione verde numero 2) che consentirà all’applicazione di registrare tali dati per future redazioni documentali.

relata di notifica03

(Fig. 3)
Inseriti correttamente i dati del soggetto notificante, dovremo a questo punto occuparci di quelli relativi alla parte che ha conferito il mandato ed a quella nei cui confronti la notificazione verrà effettuata.

Per quanto riguarda la parte assistita, il sistema ci richiederà l’indicazione del nome cognome e codice fiscale (vedi fig. 4 selezione rossa numero 1), mentre per la controparte dovremo indicare nome e cognome nonché l’indirizzo PEC a cui la notificazione verrà effettuata (vedi fig. 4 selezione verde numero 2).

relata di notifica04

(Fig. 4)
Qualora la notificazione dovesse essere effettuata nei confronti di più destinatari, il programma ci consentirà di aggiungere ulteriori anagrafiche tramite un apposito pulsante posto sotto l’area dedicata all’indicazione del registro PEC ove abbiamo reperito l’indirizzo del destinatario.

Nella sezione successiva sarà appunto necessario indicare il registro PEC da dove è stato estratto l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata del soggetto notificato.

Dovremo, quindi, prima premere la freccia presente nella sezione de qua per far aprire il menù di scelta a tendina (vedi fig. 5 freccia rossa numero 1), e poi selezionare il registro desiderato dall’apposito elenco (vedi fig. 5 selezione verde numero 2).

 

relata di notifica05

(Fig.5)
Sempre nella medesima sezione sarà poi eventualmente necessario inserire i dati del procedimento giudiziario in relazione al quale la notificazione è eseguita.

Nel caso oggetto di esame, per esempio, tale indicazione sarà certamente necessaria poiché la notificazione viene eseguita a procedimento già iniziato ed in virtù di specifica autorizzazione del Giudice Istruttore. (Vedi fig. 5 selezione blu numero 3).

Inseriti tutti i dati anagrafici e i dati del procedimento giudiziario, dovremo passare all’indicazione e descrizione dei documenti oggetto di notificazione.

Prima procederemo all’inserimento della chiamata in causa di terzo che, essendo un atto originale redatto dall’Avvocato direttamente in digitale, non dovrà essere oggetto di attestazione di conformità, ma unicamente di sottoscrizione digitale prima dell’allegazione del documento alla mail.

Dopo aver descritto il documento (Vedi fig. 6 selezione rossa numero 1), dovremo quindi selezionare nel successivo menù a tendina la voce “originale informatico predisposto dall’avvocato” (Vedi fig. 6 selezione verde numero 2), e poi premere il bottone “aggiungi allegato” (Vedi fig. 6 selezione blu numero 3) per inserire il secondo documento oggetto di notificazione, ossia, il verbale di udienza contenente l’autorizzazione alla chiamata in causa del terzo.

relata di notifica06

(Fig. 6)

Dopo aver descritto il documento (Vedi fig. 7 selezione rossa numero 1) dovremo ancora una volta selezionare la natura del documento dall’apposito menù a tendina, indicando – però – non più “originale informatico predisposto dall’avvocato” ma “copia estratta dal fascicolo informatico” (Vedi fig. 7 freccia nera numero 2).

relata di notifica07

(Fig. 7)

Tale selezione darà origine ad una ulteriore area descrittiva nel form di redazione della relata, l’area “nome file”. Il provvedimento autorizzativo del Magistrato, estratto dal fascicolo informatico, dovrà infatti essere oggetto di attestazione di conformità in base al combinato disposto degli art. 16bis comma 9bis e 16 undecies comma 3 del D.L. 179/2012 così come attuato dal recente provvedimento 28 dicembre 2015.

Per poter perfezionare l’attestazione di conformità in modo corretto, il sistema ci chiederà quindi non solo di descrivere il documento (operazione già compiuta nello step precedente) ma anche di indicare il nome del file a cui l’attestazione di conformità si riferisce.

Dovremo quindi premere il bottone “scegli file” (Vedi fig. 8 freccia rossa) e selezionare il verbale scaricato sul nostro PC dal fascicolo telematico.

L’area “nome file” sarà, a questo punto, automaticamente compilata dal sistema senza necessità di intervento da parte dell’Avvocato.

relata di notifica08

(Fig. 8)

Giunti al termine della redazione della relazione di notificazione, non avremo che da premere il bottone “genera la relata di notifica” presente in calce alla pagina ed evidenziato in rosso.

Tale operazione permetterà la creazione della relata di notificazione vera e propria, che potrà essere editata (e quindi modificata a piacere) da parte del Professionista notificante, cosi come mostrato in figura 9.

relata di notifica09

(Fig. 9)

Come ultima operazione, dopo aver riletto tutto il testo ed aver apportato eventuali modifiche, non dovremo far altro che premere il pulsante “scarica la relata in formato pdf” (vedi fig. 10 selezione rossa).

 

relata di notifica10

 

(Fig. 10).

Nella quarta ed ultima parte di questa guida passo passo alla notificazione via PEC, poi, ci occuperemo della generazione e compilazione del messaggio PEC, della firma dei documenti, dell’allegazione e dell’invio.

 

A cura di Luca Sileni – Avv.to iscritto all’ordine di Grosseto referente informatico dell’ODA di Grosseto e Segretario del Centro Studi Processo Telematico.

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