news

Lavoro intermittente: 3 cose da ricordare

Lavoro intermittente: 3 cose da ricordare

17/11/2014
Gestione delle paghe

La particolare natura del contratto di lavoro intermittente dà luogo ad alcune specifiche situazioni che meritano di essere ricordate anche solamente in via sintetica.

La prima è che – ai fini del numero di lavoratori a tempo determinato che è possibile assumere – nell’organico del datore di lavoro non devono essere computati i lavoratori a chiamata a tempo indeterminato privi di indennità di disponibilità (per coloro per i quali è prevista l’indennità, invece, il computo avviene in proporzione all’orario di lavoro effettivamente svolto nell’arco di ciascun semestre).

La seconda questione riguarda il cd. contributo di licenziamento per finanziare l’ASpI (che è pari al 41% del massimale mensile di ASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni); ebbene, secondo le indicazioni fornite dall’Inps, nel messaggio 27 giugno 2013, n. 10358:

a) per i lavoratori intermittenti – con o senza disponibilità – i periodi non lavorati non concorrono nel computo dell’anzianità aziendale;

b) ai fini del calcolo dell’ammontare del contributo, viene contato 1 mese intero solo se nel mese sono stati lavorati almeno 15 giorni (quindi, per esempio, se la prestazione è richiesta solamente nei weekend, il contributo non è mai dovuto, dato che in questo caso l’attività lavorativa può riguardare al massimo 12 giorni al mese).

Da ultimo va evidenziato che il Tribunale di Perugia, con sentenza del 2 maggio 2014, ha evidenziato che se il licenziamento:

a) avviene durante il periodo di lavoro: si applica la normale disciplina di tutela, e quindi l’articolo 18 della legge n. 300/1970; o l’articolo 8 della legge n. 604/1966 (incluso l’obbligo di forma scritta e di comunicazione dei motivi);

b) invece, è comunicato nel periodo di attesa tra una chiamata e l’altra (senza che sia prevista l’indennità di disponibilità): non si applicano le norme di cui sopra, essendo sufficiente non chiamare più quello specifico lavoratore.

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

Comments are closed.