news

Lavoro agile: così la disdetta dell’accordo

Lavoro agile: così la disdetta dell’accordo

17/07/2017
Gestione delle paghe

Nell’ambito di un rapporto subordinato, le parti possono concordare che la prestazione sia resa in modalità di lavoro “agile”, ossia che essa sia eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa.

 

Tenendo dunque ben presente che, ai fini del recesso dal rapporto vero e proprio, bisogna rifarsi (a seconda dell’organico del datore e della data di assunzione o di trasformazione a tempo indeterminato del lavoratore) all’articolo 18 della legge n. 300/1970, alla legge n. 604/1966 o, infine, al D.Lgs. n. 23/2015 (tutele crescenti), per recedere solamente dalla modalità di lavoro “agile”, occorre tenere distinti i casi di accordo a tempo determinato o indeterminato, nonché la tipologia di lavoratore: la norma infatti prevede tempi più lunghi nel caso di disabili (ex art. 1 legge 12 marzo 1999, n. 68); in quest’ultima ipotesi, salvo che sussista un giustificato motivo, il termine di preavviso del recesso da parte del datore non può essere inferiore a 90 giorni, per consentire un’adeguata riorganizzazione rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore.

 

Negli altri casi, ossia per i lavoratori non disabili, vale quanto precisato nella tabella che segue, a seconda del tipo di accordo sottoscritto e dell’eventuale sussistenza di un giustificato motivo.

 

LAVORO AGILE: TEMPI E MODI PER IL RECESSO
Tipo di accordo Giustificato motivo Recesso
Tempo determinato NO Non possibile
SI SI, prima della scadenza
Tempo indeterminato NO SI, con preavviso minimo di 30 giorni
SI SI, senza preavviso

 

Il recesso dalla modalità di lavoro agile, al di fuori dei casi di cui sopra, è ovviamente sempre possibile con l’accordo delle parti; è anche possibile che l’accordo individuale o quello collettivo prevedano tempi di preavviso più lunghi, ossia più favorevoli per il lavoratore, che deve “riorganizzare” la propria vita, in base alle esigenze personali e familiari.

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

 

Comments are closed.