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QUALI CONTRATTI A TERMINE SENZA LIMITI NUMERICI?

QUALI CONTRATTI A TERMINE SENZA LIMITI NUMERICI?

22/07/2014
Gestione delle paghe

Uno dei maggiori problemi delle assunzioni a termine, è l’introduzione da parte del Jobs Act di precisi limiti numerici, che limitano la “libertà di manovra” dell’azienda.

Occorre osservare le disposizioni del contratto collettivo, il quale potrebbe limitare la facoltà di assunzione a termine. Il D.Lgs. n. 368/2001 precisa che il CCNL non può limitare i contratti a termine conclusi:

  • nella fase di avvio di nuove attività (per i periodi definiti dai CCNL);
  • per ragioni di carattere sostitutivo, o di stagionalità;
  • per specifici spettacoli o programmi radiofonici o televisivi;
  • con lavoratori di età superiore a 55 anni.

In queste situazioni, il datore è libero di assumere a tempo determinato tutti i lavoratori di cui ha bisogno, senza che operi neppure il limite di legge che, dal 20 maggio 2014, è così articolato: 1 lavoratore se il datore ne occupa da 0 a 5; 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno negli altri casi.

Con il contratto collettivo aziendale, è possibile disciplinare la questione in maniera più favorevole, concordando limiti più elevati (per esempio il 30% dei lavoratori a termine).

Vi è poi altre un’ulteriore eccezione, introdotta dalla conversione in legge del D.L. n. 34/2014, in base alla quale i limiti percentuali di cui sopra, non si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra istituti pubblici, o enti privati, di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere in via esclusiva:

a) attività di ricerca scientifica o tecnologica,

b)   attività di assistenza tecnica alla ricerca scientifica o tecnologica, ovvero ancora con mansioni di coordinamento e direzione della stessa.

Va ricordato che il superamento dei limiti numerici previsti comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria, il cui importo varia in relazione al numero di dipendente occupati in eccesso, alla durata del rapporto e, infine, alla retribuzione erogata ai singoli dipendenti.

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore

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