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Regole ad hoc per il lavoro accessorio in agricoltura

Regole ad hoc per il lavoro accessorio in agricoltura

17/10/2016
Gestione delle paghe

L’annunciata modifica secondo la quale il decreto correttivo del Jobs Act avrebbe elevato il limite economico per gli imprenditori agricoli – che avrebbero potuto erogare fino a 7.000 euro netti, nell’anno civile, nei confronti di ciascun prestatore di lavoro accessorio – non si è concretizzata nel testo che è stato pubblicato sulla GU n. 235 del 7 ottobre scorso (il riferimento è al D.Lgs. 24 settembre 2016, n. 185, correttivo del D.Lgs. n. 81/2015).

Ne deriva che, nel settore dell’agricoltura, le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, con riferimento alle attività lavorative:

a) di natura occasionale, rese nell’ambito delle attività agricole di carattere stagionale da pensionati e giovani con meno di 25 anni di età iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, o in qualunque periodo dell’anno se iscritti a un ciclo di studi presso l’università;

b) svolte a favore dei produttori agricoli con volume d’affari non superiore a 7.000 euro, che tuttavia non possono essere svolte da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Un’importante novità riguarda la comunicazione anticipata dell’inizio della prestazione: l’art. 49, co. 3, del D.Lgs. n. 81/2015, appena modificato, dispone che i committenti imprenditori agricoli devono, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, comunicare alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione, con riferimento a un arco temporale non superiore a 3 giorni.

In caso di violazione dell’obbligo di cui sopra, si applica la sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.

 

A cura di Alberto Bosco – Esperto di diritto del lavoro, Giuslavorista, Pubblicista de Il Sole24Ore. Consulente aziendale e formatore.

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